Gioco
«Siamo qui in pausa pranzo per dare una mano anche noi»
Rita, che sgobba in curva sud con la bomboletta spray, Pigio, i ragazzi della Curva nord e Cfc che sfidano il freddo per pulire i gradoni
CARRARA. C’è Rita, delle Donne gialloazzurre, che ieri ha saltato la pausa pranzo. Un panino al volo e poi china sui gradoni della curva sud a segnare con la bomboletta spray rossa i posti. Poi, intorno alle tre qualcuna verrà a darle il cambio perché lei deve entrare in negozio, deve andare al lavoro.
C’è Pigio, marittimo, che ha preso un permesso dal lavoro e le ore le ha dedicate alla Carrarese, alla causa azzurra. Maniche rimboccate e cartoncino per fare quei numeri precisi, precisi da ripassare con la vernice rossa. Dopo aver ripulito il fossato.
E poi ci sono camerieri, commercianti, imprenditori, tutti supporter della Carrarese, tutti votati alla causa stadio, che non hanno esitato a saltare il pranzo: birretta e pizza. Poi tanto olio di gomito.
Poi c’è Silvio Baldini, l’uomo che è riuscito davvero a compiere un piccolo miracolo: unire la città, mettere insieme le energie dei tifosi e di tanta gente comune che ha voluto fare qualcosa. Ha voluto dare un contributo, attraverso il lavoro.
Silvio Baldini lo sforzo lo ha apprezzato, eccome. Lui che dalla mattina alle sette è a sorvegliare i cantieri, prima della colazione ai calciatori, prima dell’allenamento, ieri in pausa pranzo è andato a salutare i tifosi-lavoratori. Per lui è partito subito un coro: perché si lavora, sì, ma c’è sempre il tempo per il tifo, quello sincero e di cuore.
Baldini passa, osserva, si ferma per una foto ricordo. E poi torna a concentrarsi sui suoi ragazzi.
Quello stadio chiuso, in realtà, è diventato un’altra cosa. È diventato uno stadio aperto a chi ha voglia di dare una mano. Aperto alla solidarietà, quella autentica. —
Alessandra Vivoli
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