Gioco
«Quel 4 a 4 col Vicenza, con loro giocava un certo Baggio»
Paolino Corsi parla del suo periodo d’oro in magli azzurra: sono stati dieci anni fantastici facevamo un calcio intenso a livello tecnico andavamo forte
CARRARA. Paolo Corsi è un altro dei mitici calciatori di quella Carrarese degli anni Ottanta che richiamava allo stadio migliaia di spettatori.
Come vede la Carrarese di oggi? Ha un suo gioco ben delineato. È una squadra “sparagnina” , fa molta fase d’attacco. Dovrebbe forse perfezionare un pochino di più la fase difensiva, ma dispone di giocatori importanti, che sono un lusso per la categoria, guidati da un allenatore bravo e preparato come Silvio Baldini.
Cosa ricorda del suo periodo in giallazzurro? Lo ricordo tutto perfettamente, perché sono stati dieci anni fantastici. Sul finire, il gruppo storico si era un po’ sfilacciato, ma per sei anni abbiamo vissuto momenti molto belli. Facevamo un calcio intenso, con sovrapposizioni, giocate, aggressioni dell’avversario. Giocavamo anche molto individualmente. Tutti i giocatori a livello tecnico erano molto bravi, allenati dal punto di vista atletico, ma anche tecnico. Eravamo una squadra che subiva pochissimo, perché giocavamo quasi sempre nella metà campo avversaria, non lasciando quindi spazio per essere attaccati.
Tra i suoi giocatori chi ricorda in modo più vivido? Li ricordo tutti con affetto. Ce ne sono alcuni con cui sono stato più in contatto o con cui attualmente ci incontriamo per qualche cena, tipo Giampiero Menconi, Roberto Aliboni (che era un portiere della Serie A, prestato alla serie C), Davide Del Nero, Gianmarco Remondina, Marco Taffi e altri. Con loro è rimasta la voglia di ritrovarsi, per la voglia di stare insieme. Ricordo poi le qualità di Bressani, Ottonello, Discepoli. Insomma, eravamo davvero un bel gruppo.
C’è una partita che rammenta in modo particolare? Il 4 a 4 col Vicenza, dove non segnai e venni espulso (direi ingiustamente). Di là c’era Baggio. Io feci una delle mie migliori partite. Poi in casa col Novara. Perdevamo 1 a 0. Feci un gol partendo dal centrocampo e dribblando gli altri fino in porta, mettendola dentro. Come faccio a dimenticarmi certe emozioni?
Da uomo di sport e da tifoso, avrebbe qualche suggerimento da dare all’attuale dirigenza per sognare la Serie B? Sono fuori dal calcio professionistico e sono cambiate le dinamiche, ma l’unica cosa che mi piacerebbe è che la Carrarese facesse di più per i giovani. Troverei davvero utile investire nel settore giovanile, con risorse che facciano crescere questo settore. Ci vorrebbe da parte della dirigenza primaria un po’ di avvicinamento ai dirigenti del settore giovanile, investendo quindi sugli impianti, sugli allenatori, sulle strutture e sulle risorse umane. Mi va via il cuore quando vedo il pulImino dello Spezia venire a Carrara a prendere i ragazzi carrarini per portarli ad allenare a Spezia. Questo, spesso, avviene per via dell’ambizione smodata di alcuni genitori, che mandano là i propri figli solo perché lo Spezia attualmente è in una categoria superiore. I genitori dovrebbero fare i genitori per quanto riguarda l’educazione ai figli, ma per la parte calcistica dovrebbero smetterla di pensare allo Spezia come punto di partenza, correndo il rischio di far bruciare i propri ragazzi. Nel tempo ho notato che moltissimi giovani atleti che sono andati allo Spezia con grandi speranze, poi, sono tornati indietro e hanno finito per giocare in eccellenza, in promozione e qualcuno in serie D.
Se invece uno cresce nella Carrarese ha più possibilità di esordire in prima squadra. Cos’ha lo Spezia più della Carrarese? Oggi hanno la categoria, ma poi? Io se dovessi consigliare a un ragazzino di giocare, gli suggerirei di farlo nella Carrarese. Se poi avrà qualità, emergerà sicuramente e percorrerà la sua strada. —
David De Filippi
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