Il Tirreno

Tre scenari: giocare a Pisa, porte chiuse o rischiare l’apertura in deroga

Luca Barbieri
Tre scenari: giocare a Pisa, porte chiuse o rischiare l’apertura in deroga

La decisione oggi, anche se la Carrarese ha già fatto sapere che non vuole muoversi da Carrara per le gare in casa

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CARRARA. L'amministrazione rimanda la scelta alla Carrarese. Tre le soluzioni sul tavolo: giocare a Pisa, finché non saranno ultimati i lavori all'uscita di sicurezza della curva sud (soluzione caldeggiata dal Comune); giocare a porte chiuse domenica; giocare a porte “aperte” con l'apertura in deroga, come contro il Pisa.

Due opzioni queste ultime con varie conseguenze come spieghiamo più avanti. Nel frattempo però arriva secca la replica da piazza Vittorio Veneto: «Noi giochiamo a Carrara», ribadisce la Carrarese.

E oggi sarà un’altra giornata calda e decisiva sul fronte stadio. Ma ripercorriamo la giornata di ieri.

L'incontro.

Come scriviamo anche a lato ieri è stata un'altra giornata clou con al centro l'impianto carrarese; una giornata in cui molti tifosi (oltre 150) nel tardo pomeriggio si sono ritrovati sotto Palazzo civico per chiedere risposte e certezze. Una delegazione di tifosi è stata dunque ricevuta nelle sale del Palazzo. Da una parte loro, i tifosi, dall'altra la giunta praticamente al completo.

«In questi due mesi è stato sanato il 90 per cento delle difformità. Non era scontato visti i tempi di solito delle opere pubbliche; abbiamo speso oltre 250mila euro perché abbiamo trattato e percepito la questione come un'emergenza. Tra ciò che rimane da fare c'è l'uscita della Sud; bisogna buttare giù il muro e rifare la scala. Per noi quella dell'uscita di sicurezza è stata una sorpresa del 19 settembre. Ora il progetto c'è e a giorni sarà depositato al Genio Civile. Ma non è banale e i lavori hanno bisogno di tempo», comincia l'assessore Andrea Raggi. «Quanto? Un mese e mezzo», risponde, anche se dall'amministrazione ci vanno cauti preferendo non fornire tempistiche certe. Poi, prima di passare la parola al sindaco, qualche precisazione: «Gli altri stadi sono peggio? Mi dicono di guardare il mio... La commissione è stata convocata tre volte, ma ogni volta mancava il numero con tutti gli enti. Mercoledì ci sarà e speriamo di chiudere con l'approvazione del progetto».

Infine lo scenario, per accelerare i tempi, di affidare i lavori nella “Sud” direttamente a un privato: «Ci sono passaggi lunghi anche per privati, ma il Comune sarebbe lieto di farlo, verifichiamo le procedure amministrative, legalmente è possibile».

Il sindaco.

«Per noi la sicurezza era garantita (con Albissola e Pisa, ndc) – precisa subito il Francesco De Pasquale –, altrimenti non avrei firmato. Ma il Prefetto e il Procuratore capo non la pensano così. Quando ha preso parola, nell'ultimo comitato di sicurezza pubblico (martedì scorso, ndc), Giubilaro ha ribadito il concetto delle porte chiuse. Non l'ha detto chiaramente, ma ha fatto intendere. Come scritto poi sui giornali», aggiunge facendo riferimento all'intervista del Tirreno di ieri.

«Il sequestro dello stadio? Secondo me 10 possibilità su 10», stima il sindaco che ribadisce quanto diventerebbe difficile poi la questione con lo stadio sotto sequestro.

«Stamani (ieri per chi legge, ndc) il Prefetto si è speso per convincere la squadra a giocare a Pisa qualche partita fino al termine dei lavori, c'è l'ok anche da Pisa. Perché questo accanimento? – risponde a un tifoso – Non lo so, qualcuno metterà i bastoni nelle ruote non lo escludo», conclude il primo cittadino .

Tre scenari.

Arriviamo alle tre opzioni elencate, «visto che i lavori non è detto siano terminati contro il Siena (la partita è in programma domenica 16)», sottolinea il vice Matteo Martinelli: terza partita a porte chiuse (con il rischio, da regolamento, alla quarta, dell'eliminazione dal campionato); apertura in deroga («comporterebbe il sequestro e l'avviso di garanzia per il sindaco, ma lui è pronto a firmare»); giocare a Pisa.

A quel punto la palla è stata passata ai tifosi i quali hanno rimandato alla società giallo azzurra. Da cui però è arrivata pronta la replica: «Noi giochiamo a Carrara; la decisione non è nostra, noi vogliamo il nostro stadio, a porte aperte. Baldini è il nostro mentore: noi siamo con lui», la chiosa dell'imprenditore Claudio Santi. E per oggi si preannuncia un’altra giornata campale, con l’auspicio di arrivare a una decisione di buon senso e che non comprometta il fantastico cammino della squadra. —

Luca Barbieri

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