Il Tirreno

Ciccio Tavano: io, contro due generazioni di Maldini

Luca Santoni
Ciccio Tavano: io, contro due generazioni di Maldini

L’attaccante della Carrarese ha affrontato il campione del Milan e nell'ultima di campionato il figlio. «Significa che sto invecchiando. Christian? Valido ma ancora giovane»

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PIACENZA. Da Paolo Maldini a Christian Maldini. Passano gli anni, ma lui è sempre lì, in campo a segnare. L'eterno Tavano, classe '79, non conosce limiti anagrafici. A quasi 40 anni  Ciccio ha affrontato il giovane difensore del Pro Piacenza Christian, che di anni ne ha 22, figlio dello storico capitano del Milan. L'attaccante della Carrarese aveva già affrontato il padre Paolo ai tempi della Serie A con l'Empoli e il Livorno. Ieri al Garilli c'è stato il confronto con la next generation tra il vecchio bomber e il giovane difensore (rimasto in campo 50 minuti). «Si, è vero – conferma Ciccio – avevo affrontato Paolo Maldini, un grandissimo, e adesso suo figlio. Una strana sensazione. Un po' mi sono meravigliato: significa che sto davvero invecchiando. Gli anni passano. L'età è avanzata, ma non si fa sentire, quella non conta per me. Christian? E' un giocatore valido con un nome importante, ma è ancora giovane. Piano piano sicuramente, se ha delle qualità, usciranno fuori».

Con Tavano passiamo ai suoi due gol. Emblematico il rigore, che inizialmente Bertozzi aveva parato, poi Ciccio è stato bravo a ribattere in rete la respinta corta del portiere. «Dopo i due rigori falliti col Pisa. Il coraggio non ti è mancato», facciamo notare. «Quello è normale. Fa parte del mio carattere. Purtroppo ho sbagliato, ma non sono uno che si butta giù, anzi mi carico ancora di più e forse è proprio questa la mia forza». Alla fine comunque il gol l'hai fatto e questo è quello che conta. «Certo. Non dobbiamo mica andare a vedere i rigori che si sbagliano. Ho segnato sulla respinta. Ho avuto la freddezza necessaria per dribblare il portiere».

Tavano commenta la prestazione della squadra. «Una grande partita. Noi dobbiamo essere questi. Scendere in campo così. Essere forti e fare la nostra partita. Se andiamo avanti così, sicuramente gli altri faranno fatica a starci dietro. So che non è facile ripetere ogni volta questo tipo di prestazioni, ma dobbiamo sempre scendere in campo per dare il massimo». . La Carrarese è andata a segno 39 volte in 14 partite. Ormai i numeri del vostro attacco sono arrivati a livelli stellari. «Segnamo tantissimo. Se tutta la squadra gira, a partire dalla difesa e dal centrocampo, è normale che l'attacco faccia la differenza, visti gli attaccanti che abbiamo. Il merito va a difesa e centrocampo che reggono il nostro lavoro».

Oltre ai due gol, contro il Pro Piacenza hai fatto anche un assist importante: quello per la prima rete di Maccarone. «Siamo partiti subito forte e abbiamo creato occasioni su occasioni. Ho fatto l'assist per Mac, che si è sbloccato, e da lì la partita è stata più facile per noi. Sappiamo di dover continuare a dare sempre il massimo e giocare con le nostre caratteristiche. Loro hanno avuto una piccola occasione sul finire del primo tempo. Avrebbero potuto riaprire la partita e queste cose dobbiamo assolutamente evitarle. Siamo stati bravi a reagire bene nella ripresa». L'abbiamo chiesto anche a Caccavallo: ormai fra voi due c'è una gara a segnare più gol. «Nessuna gara, anzi. Quando uno segna è per il bene della squadra, non del singolo. Noi siamo attaccanti e dobbiamo fare gol. Quello che conta è la Carrarese». L'importante – scherziamo - è battere Mbappe'-Neymar del Psg. «Per ora siamo avanti noi (ride ndc)».

 

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