Il Tirreno

Una giornata in cui lo sport quello sano è stato protagonista E a sorpresa un pre-partita con stordellata, birre e striscioni 

Quel coro trasversale per ricordare Lauro e Mauro, sugli spalti hanno vinto tutti

Alessandra Vivoli
Quel coro trasversale per ricordare Lauro e Mauro, sugli spalti hanno vinto tutti

Hanno vinto loro. I tifosi della Carrarese sì, ma anche quelli del Pisa.Ha vinto il tifo, quello vero e la sportività che, al di là dei gemellaggi, conosce la parola rispetto. I cori della curva sud...

3 MINUTI DI LETTURA







Hanno vinto loro. I tifosi della Carrarese sì, ma anche quelli del Pisa.

Ha vinto il tifo, quello vero e la sportività che, al di là dei gemellaggi, conosce la parola rispetto. I cori della curva sud a Lauro Perini e Mauro Giannetti, i due ultra della carrarese di cui i supporter azzurri non dimenticano mai, domenica dopo domenica, di onorare la memoria, sono stati un segnale importante, un segnale capace di trasformare una partita in molto di più. Un modo di condividere e ricordare due vite spezzate, e legate a doppio filo alla squadra della città. Perché la lezione dello sport non si dà solo sul campo. Perchè la partita che si gioca sugli spalti è quella in cui hanno vinto tutti, i tifosi della Carrarese e quelli del Pisa. Il mondo del pallone, quello bello.

Ha vinto il tifo, è vero, ma, ieri allo stadio dei Marmi, ha vinto soprattutto la città e non solo per il risultato calcistico.

Ha vinto una Carrara che di entrare nel suo stadio, per la seconda volta e con uno spazio in più per i tifosi ospiti, non vedeva davvero l’ora. Lo hanno dimostrato gli ultra che, sotto la pioggia battente sono saliti in Comune, venerdì scorso per seguire passo passo la telenovela della firma dell’ordinanza, quella con cui il sindaco Francesco De Pasquale ha consentito di aprire le porte dello stadio.

Ha vinto Silvio Baldini che, come sempre, ci ha messo la faccia: venerdì scorso, a Carrara c’era anche lui. In galleria, davanti al Comune. Poche parole: «Sono qui, io sto con i tifosi». Il mister, e a Carrara lo sanno bene, è fatto così: discorsi pochi, ma sempre quelli giusti.

I tifosi azzurri la loro partita l’hanno vinta prima, proprio venerdì quando, dopo giornate sfibranti, attese vissute sul social e, quando non bastava più aspettare gli aggiornamenti sullo schermo del pc o sui telefonini, sono andati su a Carrara direttamente sotto palazzo civico. Per fare sentire che loro comunque c’erano, che erano lì. E che volevano entrare nel loro stadio, proprio come mister Baldini.

E lo stadio dei Marmi aperto (anche se solo per poco più di 1700 spettatori) è diventata l’occasione di una domenica speciale vissuta da tanti tifosi. Quelli che in gradinata ci sono andati con la moglie e i bambini. Quelli che hanno cominciato a cantare i cori da stadio molto prima, a mezzogiorno, nella “stordellata” pre-partita organizzata al Follemente.

Una lunga giornata di condivisione, una città che è davvero tornata a amare da morire la propria squadra. E chi è allo stadio lo avverte. Perché non c’è mai nessuno che va via prima del triplice fischio finale. Per non perdersi lo spettacolo, quel coro lanciato da capitan Cobra Coralli che ieri, causa infortunio, ha passato il testimone a Jack Rosaia. È una sorta di rito. I calciatori si mettono uno di fianco all’altro. Guardano negli occhi gli spettatori e cominciano, loro a cantare: «Tutti uniti alè insieme avanzerem come un’onda che non si fermerà mai». Tutti insieme. Anche sugli spalti.

—

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore