Gioco
Voci di cessione, il presidente ribatte con forza
«Se c’è qualcuno, si faccia avanti con me. L’alloggio è stato pagato, ora basta denigrazioni: passo alle denunce»
MASSA. Resta assolutamente sotto i riflettori la questione societaria bianconera. Il futuro della Massese resta di difficile interpretazione, un destino che potrebbe mutare nuovamente dinanzi alle voci emerse in questi giorni che parlano di un potenziale acquirente che si sarebbe fatto avanti con decisione per rilevare lo storico sodalizio dalle mani dell’attuale proprietà. Una notizia che, se confermata, aprirebbe dei nuovi scenari, riportando un minimo di serenità all’interno dell’Universo bianconero, assai turbato dal clima di insofferenza che sta crescendo giorno dopo giorno. Tuttavia, a rompere il silenzio e a rintuzzare le voci sulla presenza di potenziali acquirenti, ci ha pensato il presidente, Cristiano Leonardi.
«Sento in ogni dove che ci sarebbero cordate pronte a rilevare la Massese - ha tuonato Leonardi -, bene, se ci sono dei reali interessati questi si facciano avanti con nome e cognome, fermo restando che chi vuole rilevare la società deve parlare con me che sono il presidente e amministratore unico, quindi quello che mette la firma. Detto questo, c’è un clima destabilizzante e voglio subito dire che le voci circa il mancato pagamento dell’alloggio alla squadra sono infondate. Ieri mattina (oggi ndr), l’alloggio è stato regolarmente pagato nel rispetto degli accordi e della parola data».
Un Leonardi che, attraverso una lettera aperta, ha poi difeso il suo operato con forza; una missiva nella quale si paventa pure la possibilità di adire a vie legati per difendere la propria reputazione e, più in generale, quella della società. «Perseverando una denigrazione costante e continua, avvenuta in questi giorni dopo l’ennesima sconfitta - scrive Leonardi - vi informo che ho dato mandato ad un pool di avvocati dello Studio Cristian Brutti e Giorgio Pambianco a tutelare sia civilmente che penalmente la mia immagine e della società Us Massese 1919 in ogni sede opportuna. Chi dovesse aver confuso il mio silenzio, si sbaglia enormemente. Non si deve confondere la disponibilità con la debolezza, il mio curriculum parla chiaro. Ho sempre ricoperto ruoli in categorie superiori, non sarò uno spettatore passivo verso azioni scomposte ed infondate che riguardino me e verso la società di cui ho l’onore di essere amministratore unico e presidente. Non ho mai lasciato la squadra sola se non per un tempo di una partita per motivi di salute e anche in questi casi sono stato sottoposto a spiacevoli commenti. Non saremo la migliore società di calcio ma neppure la peggiore, da oggi ognuno risponderà per quello che dice. Ora basta, serve rispetto per il sottoscritto e per la società che rappresento, sono arrivato il 25 ottobre e mi sono subito adoperato per il bene della Massese, consapevole di essere arrivato in una società gloriosa e dalla storia importante, quasi centenaria».
Al di fuori della lettera, il presidente bianconero sprona la squadra a fare meglio. «Per quello che mi riguarda sto facendo oltre le mie possibilità per fare il bene della Massese. Quello che da quando sono arrivato ho detto è stato fatto. La squadra deve tornare a vincere, perché la normalità, sinora, è stata quella di perdere o, quando è andata bene, pareggiare». —
Alessandro Tabarrani
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