La protesta
«Silvio Baldini uno di noi», e così il condottiero vince la sfida più bella
Il tecnico azzurro in settimana ci ha messo la faccia per giocare la gara con l’Albissola davanti ai tifosi, e li ha conquistati
CARRARA
Lo ha detto e lo ha fatto. Silvio Baldini ci ha messo la faccia. E, da prode condottiero nel momento più difficile per la sua ciurma, è uscito sul ponte e, senza paura, a viso apero, ha sganciato la bomba. Silvio Baldini a inizio settimana ha detto che in casa, allo stadio dei Marmi, voleva giocare davanti a pubblico, davanti ai carrarini. E ha pure detto che lavorando giorno e notte (proprio come fa lui con i suoi ragazzi) si potevano completare quei lavori che tenevano ancora la gradinata off-limits.
Silvio Baldini si è esposto. Non ha avuto paura.
E i tifosi, ma sarebbe più giusto dire la gente di Carrara, questo lo sente. Lo capisce quando uno fa sul serio. Quando uno ci mette la faccia (e molte notti insonni ) proprio come il loro mister.
Gente di poche parole i tifosi, preferiscono scandire i cori che farsi intervistare, preferiscono che sui giornali ci vadano i loro striscioni che le loro facce. Ma con i pennarelli e i pezzi si stoffa sanno fare davvero grandi cose.
E allora ecco che in quella gradinata che ieri, per la prima volta dall’inizio di campionato, è stata ripopolata dal suo pubblico, dai colori e dalle bandiere, spunta una dichiarazione d’amore. Sì, proprio così. Quell’amore autentico che chi ama il pallone riserva soltanto ai grandi.
«Silvio Baldini uno di noi»: uno striscione con quel “Noi” giallo azzurro. E un coro ripetuto, scandito più e più volte.
Silvio Baldini ieri ha vinto, non solo la partita con l’Albissola. Ha vinto qualcosa di più importante: nella lunga querelle per la riapertura dello stadio, se si può parlare di un vincitore quel vincitore ha un nome e un cognome: Silvio Baldini. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
