Gioco
Baldini: ci metto la faccia ma la Carrarese non è mia
Il tecnico azzurro: il mio unico obiettivo è ottenere risultati importanti, dovremo giocare come con l’Olbia ma senza errori
CARRARA
«Il messaggio che volevo far passare è che non sono il padrone della Carrarese. Io sono uno che ci mette la faccia per la Carrarese e prende le sue responsabilità: è molto diverso». Spiega così Silvio Baldini le sue parole uscite sul nostro giornale giovedì 1 novembre in merito alla situazione stadio: «Io – aveva dichiarato il tecnico - il 5 maggio, a campionato finito, farò le mie valutazioni, se non reputerò di essere stato all'altezza arrivederci e tanti saluti».
Una frase da far drizzare le antenne e che nell'ambiente del calcio non si pronuncia mai a cuor leggero. «Io – continua Baldini - ho voluto far passare questo messaggio, perché la Carrarese non è mia. Non vorrei che qualcuno pensasse che mi sono impossessato della Carrarese. Io sono uno che ci mette la faccia e vuole anche ottenere dei risultati. La mia squadra è la Carrarese, nessun'altra. Non c'è altra soluzione: la mia soluzione è la Carrarese, però bisogna essere all'altezza. Non voglio incontrare gente che mi dica: “Ci hai promesso, però non sei riuscito”. No: io ho promesso e voglio riuscire. Se non ci riesco, ci devono essere dei motivi importanti che vanno al di là della mia professionalità».
Effettivamente nel calcio per arrivare a certi traguardi serve la convergenza di tanti elementi: un grande allenatore e una grande squadra, insieme alla società e al tifo questo è certo, ma un peso specifico importante lo ha anche il sistema città, compresa l'Amministrazione di turno. Tutti fattori che devono collimare, per centrare obbiettivi ambiziosi.
«Quando ci metti la faccia – riprende il mister azzurro - bisogna essere all'altezza. Io non voglio essere sopportato. Voglio essere un punto di riferimento importante anche per i tifosi. Se poi non lo sono, perché non sono stato all'altezza, non voglio certo farmi compatire». C'è stato qualche segnale che le ha fatto pensare questo? «No, assolutamente. L'ho detto, perché siccome mi sono mosso in prima persona, parlando del problema dello stadio, qualcuno può pensare che sia io ad avere in mano la Carrarese. Non è così: io sono l'allenatore della Carrarese. La Carrarese oltre a me, ha i suoi dirigenti. Io voglio solamente fare l'allenatore della Carrarese e ne voglio essere all'altezza».
Con Baldini parliamo anche dell'impegno di domani contro l'Albissola: «Il nostro pericolo numero uno siamo noi stessi. Se si possiede il giusto grado di autostima e professionalità, si affronta la prima e l'ultima in classifica sempre alla stessa maniera. Se non si possiedono queste qualità, significa che ci sono dei problemi». Rispetto alla gara di Pontedera cosa si aspetta in più dalla squadra? «Giocheremo nel nostro campo e speriamo di farlo davanti ai nostri tifosi. Anche se dovessero essere un migliaio, saranno sempre un incentivo importante per noi. Pubblico e campo sono due fattori determinanti per vincere le partite. Noi dovremo giocare come contro l'Olbia, facendo però più attenzione a certe situazioni nelle quali abbiamo subito gol. Con l'Olbia la Carrarese ha disputato una gran partita, poi purtroppo abbiamo commesso grosse disattenzioni che ci sono costate i tre punti». —
LUCA SANTONI
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