Italia
Daniele Adani: «Carrarese come l’Uruguay, un vero miracolo calcistico»
Dopo il tweet che ha fatto innamorare i tifosi azzurri gli elogi al “fratello” Baldini: «Silvio è un grande, fa giocare le squadre col cuore, i valori sono fondamentali»
CARRARA. «Calcio e valori»: sono le due parole che Daniele Adani ripete più spesso, quando gli chiediamo di parlare di Silvio Baldini, dopo l'uscita del suo tweet che ha fatto innamorare i tifosi azzurri.
«Io metto il calcio al centro di tutto, insieme ai valori», spiega Adani. «Quando trovi una persona che mette in connubio calcio e valori, credo che sia da seguire per tutti. La verità è che Silvio Baldini è nato per fare calcio attraverso i valori: te lo mostra nel quotidiano, non solo nella partita. Invito tutti a seguire questo percorso che ha trovato un apice, o se vogliamo, una chiusura ideale, in questo sogno che sta condividendo con tutto il mondo della Carrarese. Il gioco degli azzurri? Quello non nasce da uno schema, ma viene dal cuore, dalla condivisione di un percorso che società, ragazzi e allenatore vivono quasi nell'intera totalità delle giornate. I sacrifici vengono vissuti meglio, se ci si sente partecipi di un cammino che è l'equivalente di un sogno».
Consiglio dal cuore per giovani allenatori,per allenatori esperti e per tutti gli amanti del calcio Vero: andate a fare un giro a Carrara,e guardate,anzi,ammirate la Carrarese di Silvio Baldini. #calcioevalori #inseguireunsogno #credere #crescere #ilcalcioeditutti
— Daniele Adani (@leleadani) 24 settembre 2018
«Quando Baldini dice che il sogno è la Serie A e non la Serie B, non parla di risultati, ma di stili di vita - continua - Parla di un percorso di libertà e del sentire dentro l'anima un connubio tra la felicità ed il proprio lavoro. Per farcela serve sacrificio, ma questo porta a trasformare in possibile l'impossibile. Con Baldini parliamo di un concetto molto più alto del semplice allenamento». Baldini per Adani è un fratello: «Tra noi i rapporti lavorativi non sono niente rispetto al legame umano. Conosco ogni cosa di Silvio: lui è uno di quei fratelli che la vita mi ha dato. Ciò che ci lega non è un quotidiano simile, ma è il vedere le cose nel modo simile».
Un legame iniziato ai tempi del Brescia. «Ricordo la nostra prima nostra nottata nei boschi. Non andammo a caccia. Fu una passeggiata dove parlammo di valori, degli obbiettivi della vita, dei problemi della squadra. Lì mi resi conto di trovarmi di fronte a qualcosa di differente. Questa sua grande forza interiore a volte è talmente alta, da nascondere le sue grandi capacità di allenatore. Baldini è stato un allenatore incredibile in Italia. Uno dei primi ad inventare il 4-2-3-1, a togliere i concetti di esterni difensivi, trasformandoli in offensivi, e a mettere gli attaccanti come ali, penso a Di Natale. Lui è un punto di riferimento nel mondo del calcio Vero, quello con la V maiuscola».
Un mondo dal quale Baldini era uscito in maniera troppa ingenerosa? «Il grado di libertà di Silvio non è negoziabile con nulla della sporcizia che c'è nel calcio. L'anno scorso Sarri ha citato in diretta tv Baldini. Non l'ha detto a caso: Silvio è un riferimento per gli allenatori delle grandi squadre, per chi lo dice e anche per chi lo pensa, ma non lo dice».
Lunedì la Carrarese ha superato il problema dell'inagibilità dello stadio, trovando ancora più energia positiva da mettere contro la Juve. «La Carrarese mi ricorda l'Uruguay, il miracolo calcistico del mondo- spiega Adani - uno stato grande come la Toscana che vince praticamente quattro mondiali, visto che le due Olimpiadi vinte prima del '30 equivalevano di fatto a dei mondiali. Certamente riappropriarsi della propria casa diventa fondamentale. Questa squadra però manterrà sempre la propria dignità, sia in casa che fuori - conclude - perché porta con se un sogno e questo rompe ogni barriera».
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