La protesta
Mister Baldini suona la carica: ora vogliamo il nostro stadio
Il tecnico lancia un appello: lunedì abbiamo lasciato a casa 3.000 nostri tifosi «Tavano e Maccarone sono lusso per noi, mi dispiace solo per l’anagrafe»
CARRARA
Carrarese capolista a punteggio pieno, miglior attacco con nove reti segnate e difesa perforata solo una volta. I numeri parlano chiaro e questa volta sono tutti a davore degli azzurri.
I numeri. Lo score. Questo dice la classifica dopo i primi due turni, ma non basta. Per provare a vincere il campionato gli azzurri non possono vivere una stagione da globetrotter. Bisogna riportare la squadra al più presto a casa sua, allo stadio dei Marmi.
Questo il messaggio che lancia mister Silvio Baldini il giorno dopo il 4-0 di Pontedera: «Speriamo che lo stadio dei Marmi sia reso agibile il prima possibile, ma quando c'è la burocrazia di mezzo, sai quando inizi e non sai quando finisci».
Quella di lunedì all'Ettore Mannucci è sta una vittoria fantastica per la Carrarese e per gli oltre 1200 tifosi carrarini, ma anche un'occasione mancata per la città di Carrara.
«Il problema – continua Baldini - è che abbiamo lasciato altri 3000 tifosi a casa. Contro la Juve potevamo arrivare anche a oltre 4000 persone allo stadio dei Marmi». Col mister torniamo su quanto visto sul campo.
La sua Carrarese ha offerto una prestazione strepitosa sotto il profilo del pressing e dell'intensità. In avanti poi si è confermata l'infinita qualità del parco offensivo.
Al fianco di mostri sacri come Maccarone e Tavano, sta esplodendo un giovane Piscopo, che tra Arzachena e Juve ha già realizzato dure gol e tre assist.
«Noi siamo una grande squadra. In avanti siamo fortissimi. Per noi è un grande vantaggio e un'iniezione di fiducia, sapere che, possiamo giocare bene o male, ma lì in attacco siamo sempre in grado di andare a rete».
Contro questa Juve di corazzieri e “cartellini pesanti” la Carrarese ha dimostrato di saper interpretare meglio la gara, sia a livello atletico che mentale.
«I giocatori della Carrarese – spiega il tecnico - avevano il cuore: quello che non poteva avere la Juve. I ragazzi sentivano di rappresentare una città, una tifoseria che in questo momento è stata privata del suo stadio. La voglia di lottare dei nostri giocatori era il triplo rispetto a quelli della Juve e questo ha fatto la differenza». Oltre al fattore agonistico, rispetto ad Arzachena, si è visto anche il bel gioco per tutti i novanta minuti.
«Lunedì sera è stata una partita diversa, dove la squadra anche sul piano del gioco ha offerto calcio. Il prossimo derby di Lucca? Quella sarà un'altra storia. Dobbiamo sfruttare l'entusiasmo, ma sarà un'altra battaglia».
Maccarone ha giocato una partita meno intensa dei più giovani, ma sicuramente intelligente e determinante.
Al di là del palo, Big Mac ha messo lo zampino in tutte le principali azioni della Carrarese, confermandosi giocatore decisivo anche per i compagni.
«L'unica cosa che mi dispiace per lui e Tavano è l'anagrafe, però sono grandi giocatori. Sono un lusso per noi». Cuore, grinta ed esperienza: un lusso che la giovane Vecchia Signora non poteva permettersi.
E intanto, archiviata la bella vittoria, gli azzurri sono già con il pensiero e la testa alla gara di domani: il derby a Lucca. Un’altra prova del nove per i ragazzi di mister Silvio Baldini. —
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