Il Tirreno

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In viaggio con i 1.200 tifosi che spingono gli azzurri tra cori, canti, bandiere e panini

Alessandra Vivoli
In viaggio con i 1.200 tifosi che spingono gli azzurri tra cori, canti, bandiere e panini

Dal centro Tuscania al Mannucci, poi novanta minuti «Sempre insieme a te» E uno striscione invita a fare presto i lavori allo stadio dei Marmi

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PONTEDERA

L'appuntamento è alle 18 e 30. Ma in realtà davanti al centro Tuscania sul viale XX Settembre ad Avenza sono qui dalle 5 e mezzo. Vaglielo a spiegare ai tifosi azzurri che sono in anticipo di un’ora e che fa un caldo cane. Vaglielo a spiegare ai tifosi azzurri che da giorni aspettano questa trasferta. In realtà è la prima gara casalinga della Carrarese che però si gioca a Pontedera. Lo stadio dei Marmi è inagibile e un pezzo di Carrara si trasferisce a Pontedera. Vaglielo a spiegare ai tifosi azzurri quanto sono stati di parola. La festa comincia sulla A12, l'autostrada dove i cinque pullman gratuiti messi a disposizione da Comune e società azzurra sfilano uno dietro l'altro. E a ogni macchina che passa con la sciarpa azzurra che sventola partono o cori: «Sempre insieme a te Carrarese olè». Sempre insieme. Anche in questa trasferta che trasferta non sarebbe. Per Diego, 12 anni di Avenza, questa è la prima gara lontano da Carrara. È una sorpresa che gli hanno fatto gli zii. «Sono emozionato allo stadio ci vado sempre ai Marmi ma è la mia prima trasferta. Sono felicissimo».

Alle otto e mezza l’onda azzurra entra al Mannucci. Uno spettacolo di cori e colori. Pontedera per una notte parla carrarese. E poco importa se un vento forte attende le centinaia e centinaia di tifosi in maglietta. Per la Carrarese anche una polmonite. Lo dicono in tanti al Mannucci

Vaglielo a spiegare ai tifosi azzurri quanto può scaldare il cuore la Carrarese. Loro lo sanno bene.

Il viaggio in pullman, il caldo,i ritardi, l'uscita sbagliata di uno dei bus proprio quando la mèta era vicinissima, sono subito un ricordo. Zaini in spalla panini incartato e si comincia a cantare. Intanto in tribuna il calcio giocato sembra stemperare gli animi: c’è l’ex sindaco Angelo Zubbani e per l'amministrazione grillina Matteo Martinelli e Andrea Raggi.

Gli occhi però sono tutti al campo. Primi 45 minuti di tifo. Di mani alzate. Bandiere sventolate e cori tanti cori che scaldano una serata che ha portato a Pontedera la Carrarese e un anticipo di autunno. E se il primo gol di Piscopo fa esplodere lo stadio i tifosi non tirano certo il fiato. Del resto lo cantano proprio loro: “E chi non canta va a vedere lo Spezia... E chi non canta resta a casa». Qui in una gradinata piena zeppa. Prima e dopo sul pullman ci sono le storie: i sacrifici di chi ha preso un’ora al lavoro ed è corso a fare la doccia. Ci sono i panini con la mortadella. C’è il cuore di una città che segue la sua squadra nonostante l'amarezza per non aver visto la gara in casa. E il secondo gol di Piscopo scalda ancora di più gli spalti poco prima della fine del primo tempo.

È una lunga serata questa giallo azzurra a Pontedera. Lo spettacolo é sul campo e fuori. Il terzo gol di Ciccio Tavano infiamma i 1200 tifosi che, proprio come annunciato, qui al Mannucci sono venuti in tantissimi. Un pezzo dello stadio dei Marmi ha invaso pacificamente Pontedera. Novanta minuti di passione. Quella vera. È uno striscione eloquente: “Basta chiacchiere e rapidità per risolvere i problemi della città”. Il quarto gol di Caccavallo scatena la gioia incontenibile. Poi ripiegati striscioni e bandiere si torna ai pullman. E si continua a cantare.

Il lavoro, la scuola, i problemi del martedì sono ancora lontani. E già si pensa alla prossima gara. Al derby di giovedì a Lucca, alla gara di domenica “in casa” e probabilmente di nuovo a Pontedera. E al prossimo viaggio da organizzare. —

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