Sicurezza
«Una squadra così esperta non risentirà del disagio»
Parla Nelso Ricci, ds degli azzurri che 39 anni dovettero giocare in campo neutro dopo l’invasione di campo con lo Speziad
CARRARA
La Carrarese dovrà giocare sul neutro di Pontedera domani sera contro la Juventus B. Non è la prima volta che il club azzurro è costretto ad abbandonare la propria casa. Sono addirittura 27 i precedenti, anche se in queste occasioni lo stadio di Carrara era sempre stato squalificato per disordini, mai per l'inagibilità dell'impianto. L'episodio più clamoroso risale al 1947 in occasione di Carrarese-Parma, culminato con 14 giornate di squalifica, per l'aggressione all'arbitro Meniconi di Macerata, il quale non fu più in grado di dirigere. L'ultimo precedente riguarda il campionato di C2 1979-80. I vecchi appassionati ricordano ancora quel Carrarese-Spezia del 18 novembre 1979, l'invasione di campo dei tifosi e la caccia all'arbitro Meschini di Perugia. Lo stadio dei Marmi fu squalificato per due turni. Carrarese-Pietrasanta (0-0) del 9 dicembre 1979 fu disputata a Pistoia, mentre Carrarese-Imperia (2-1) del 30 dicembre 1979 venne giocata a Sestri Levante.
A ricordare l'ultimo storico precedente è Nelso Ricci, che di quella squadra fu il direttore sportivo con Umberto Lembi allenatore: «Nella gara di Pistoia c'erano una ventina da Pietrasanta e 500 di Carrara. La Carrarese era molto seguita. C'erano giocatori forti che anche successivamente sono rimasti nel calcio come Roberto Giansanti o Fabrizio Deogratias. Il derby con lo Spezia? Sbagliò l'arbitro, ma sbagliammo anche noi. Stavamo vincendo grazie ad una splendida punizione di Giansanti. Rimanemmo in dieci (espulsione di Manica), poi in nove per l'espulsione sacrosanta di Bonni. Le provocazioni degli spezzini? Sì, ma quello fa parte del gioco. In campo Bongiorni fece lo stupidino, ma noi perdemmo la testa, questa è la verità». All'epoca come gestiste la tegola della squalifica del campo? «Reagimmo affrontando la realtà. I giocatori erano delusi, rammaricati per l'invasione e per il comportamento dell'arbitro. Il martedì successivo negli spogliatoi ci guardammo in faccia, parlammo coi giocatori, con la consapevolezza di dover dare il massimo nelle successive gare. Organizzammo due trasferte normali, visto che Sestri Levanti e Pistoia non erano lontane. Una partita la vincemmo e l'altra la pareggiammo: tre punti. La nostra era una squadra caratterialmente forte». La differenza è che adesso lo stadio è dichiarato inagibile. «Il problema dello stadio non nasce da adesso. Sono tutti bravi a fare come gli struzzi, ma quando non ci sono più le deroghe, bisogna fare i lavori: questo è il resoconto. Quando sono arrivato io alla Carrarese abbiamo fatto un miracolo a giocare a calcio, vincere il campionato ed essere quinti in C1». Quanto può incidere questa batosta sulla testa della squadra? «Se si tratta di affrontare a Pontedera i ragazzi della Juve, non mi sembra un dramma». Ci saranno altre partite da giocare in campo neutro. «Non conosco i dettagli. A Pontedera è un ambientino carino e il campo è in sintetico come a Carrara. La Carrarese è una squadra composta da tanti giocatori esperti come Maccarone, Tavano, Caccavallo che non dovrebbero risentire di queste cose. Baldini poi è molto bravo a motivare le squadre. Tanto dipenderà dalla difficoltà del girone. Se tolgono Novara, Pro Vercelli, Siena ed Entella, sarà un vantaggio enorme per la Carrarese, altrimenti ci sarà da lottare». —
LUCA SANTONI
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