Il Tirreno

la trattativa 

Tra una settimana si fa sul serio e la Massese ancora non c’è

ALESSANDRO TABARRANI
Tra una settimana si fa sul serio e la Massese ancora non c’è

La cordata di Cuneo è l’unica in corsa per acquistare la società bianconera L’accordo è già stato trovato ma ormai siamo oltre al tempo limite 

3 MINUTI DI LETTURA





MASSA

Ultima settimana senza campionato per la Massese. Domenica prossima infatti, i bianconeri, al di là della complicata situazione societaria, dovranno presentarsi in campo a Ponte a Egola per l’esordio sul difficile terreno del Tuttocuoio. Un battesimo che si presenta difficile giacché, ad oggi, la prima squadra cittadina non ha ancora una rosa né uno strutturato staff tecnico per affrontare la stagione. È dunque fondamentale che la cessione delle quote vada in porto nelle prossime ore, al più tardi martedì, per risolvere, almeno in parte, il problema della prima squadra con l’avvento di un nuovo gruppo che rilevi dalle mani dell’attuale dirigenza lo storico sodalizio. Come appare sempre più probabile, salvo ulteriori colpi di scena che, a questo punto, appaiono piuttosto remoti, alla fine la società dovrebbe finire nelle grazie della ""cordata di Cuneo"", l’unica, a quanto è dato sapere, che sta portando avanti concretamente il discorso con i rappresentanti della tifoseria.

Un discorso che conterebbe di un accordo gia bell’e trovato e comunque che deve essere concretizzato nero su bianco, con relativo atto notarile. Detto questo, le scadenze sportive incombono sulla Massese come sul protagonista de “Il pozzo e il pendolo” di Edgar Allan Poe, e non solo quelle che riguardano la prima squadra. Sabato infatti scenderà in campo anche la selezione Juniores con il problema del campo di Romagnano inagibile così come lo stadio degli Oliveti. Se per il “Raffi” si tratta di un problema legato al rifacimento del sintetico, l’impianto principale ha a che fare con i problemi legati alle torri d’illuminazione. Un bel quadretto, non c’è che dire. E con tempistiche di risoluzione ancora ignote.

Di strada per tornare alla normalità ce n’è assai ma in questo momento quello che più conta è provare a consegnare un futuro decoroso alla prima squadra cittadina. Cominciando a concretizzare il passaggio societario. Sono due mesi che si continua a trascinare la questione senza che si sia arrivati ad un lieto fine. Da parte dell’imprenditoria cittadina non c’è stato un solo tentativo neppure di avvicinarsi alla società, mentre l’opera di filtraggio dell’amministrazione comunale (per conto dei rappresentanti della tifoseria) delle proposte e manifestazioni di interesse arrivate da gruppi estranei al tessuto produttivo locale non ha prodotto granché.

Alla fine, stringi stringi, è rimasto il progetto della cordata succitata (quella ribattezzata ""di Cuneo"") con la quale ci si appresta a chiudere dopo le tante fumate nere collezionate in questo periodo con altri interlocutori per motivi vari. Che sia dunque la volta buona ? Può darsi, anche perché, se non lo fosse, il futuro della Massese diventerebbe un’odissea che dove porterebbe lo si può solo immaginare. Dovrà vincere il pragmatismo più di ogni altra cosa se si vuole salvare capra e cavoli nell'immediato.

Poi, una volta sistemato con ago e filo il passaggio della maggioranza delle quote, si vedrà. Senza dare troppo peso alle scontatezze.

ALESSANDRO TABARRANI

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web