Toscana
«Carrarese ragion di vita»: un nuovo inno per l’impresa
Il brano “Azzurri come il cielo, gialli come il sole” è stato scritto da Giuliano Pratesi Su Spotify e Youtube sta spopolando e i tifosi sono pronti a cantarlo allo stadio
CARRARA
«Azzurri come il cielo gialli come il sole»; e ancora: «non è solo una partita, ma nostra ragion di vita»; poi si potrebbe andare avanti citando i riferimenti alla Resistenza («da sempre resistiamo; doveroso, non è questione politica, ma parte di noi carrarini», puntualizza l'autore), oppure quelli al lavoro del cavatore. C'è tanto di Carrara, della sua gente, e della Carrarese in “Azzurri come il cielo gialli come il sole” il brano del tifosissimo azzurro Giuliano Pratesi già presente su Spotify e che sta spopolando su YouTube con oltre un migliaio di visualizzazioni raccolte in pochi giorni. E c'è tanto anche di lui, ovviamente: carrarino, tifosissimo e da ragazzo, ci racconta inoltre, “compositore” di alcuni cori da stadio che ancora si cantano.
La canzone è stata presentata durante la serata giallo azzurra di venerdì scorso; poco prima dell'ingresso sul palco dei ragazzi di mister Silvio Baldini. Tutta piazza Alberica ha prima ascoltato la prefazione (la sua poesia “La me version d'Carrara”, «un dono al territorio fatto in un carrarino non stretto per renderla orecchiabile per tutti», precisa) poi si è lasciata trasportare dalle note della canzone e dalle immagini del video con foto ragionate in base al testo. In fondo il “treno”, un battimani anni Novanta accompagnato dal suono dei tamburi.
Come detto, nei minuti del brano scorrono le immagini di Carrara e della Carrarese: dal suono della “buccina” al gol di Davide Ratti in Carrarese-Spezia (1993, 4 a 0); nel mezzo giocatori, tifosi, panorama, l'epigrafe sull'Anarchia, la scritta “Mauro Vive” (per Mauro Giannetti). «Era impossibile – ragiona Pratesi – mettere tutti nel video. Ho scelto le immagini più significative che potessero racchiudere tutti i tifosi: da dove sono nato (con le foto di me da ragazzo in curva) a tutti gli altri».
«Nel testo – continua – faccio parlare la squadra, volevo unire squadra e territorio; ma senza scordare – lo dico senza retorica – tutte le vite perse sul lavoro, da Mauro a tutti gli altri». Il messaggio dell'autore. Il brano e la prefazioni sono regali alla città. «L'idea nasce dall'entusiasmo di questi due anni, da quei cori che facevo da ragazzo e poi volevo fare qualcosa di tangibile, un inno dove tutti i tifosi che varcano i cancelli potessero riconoscersi. Il messaggio è quello di riunire il popolo carrarino e mi auguro che un giorno la canzone si possa cantare in uno stadio gremito. La canzone termina, non a caso, con il “treno”...», spiega.
«Ho voluto – aggiunge – inserire anche la voce femminile per coinvolgere sempre più donne, oltre alle già valorose presenti, in questa passione. Inoltre un ringraziamento va a Francesco Pratesi per l'arrangiamento strumentale e a Walter Danesi per lo storico suono della buccina, storico richiamo all'attenzione delle cave che ho inserito all'inizio dell'inno del tifoso per chiamare tutti a raccolta prima della nostra "battaglia" sul campo che affronteremo insieme: tifosi e giocatori. Inoltre un ringraziamento a tutte le persone apparse nel video e nelle foto». Il sogno? «In città si riparla durante la settimana di Carrarese, questa per me è già una vittoria», la chiosa di Giuliano Pratesi, tifoso giallo azzurro che ha deciso di donare alla città un brano che in molti, da venerdì scorso, già canticchiano in vista dell'inizio della nuova stagione. —
LUCA BARBIERI
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