Il Tirreno

futuro incerto 

Senza stadio niente Massese: la richiesta delle due cordate

ALESSANDRO TABARRANI

I gruppi interessati alla società (di Cuneo e della Spezia) hanno manifestato l’intenzione di intervenire sugli Oliveti, mercoledì la decisione finale

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Che il destino della Massese sia legato a quello dello stadio degli Oliveti? Potrebbe anche essere, nel senso che, le due cordate ancora in corsa per acquistare la società zebrata, hanno chiaramente manifestato la volontà di intervenire pesantemente sull'impianto comunale come condizione per rilevare lo storico sodalizio che, oggidì, resta nelle mani dei tifosi. Il gruppo di Cuneo e quello di La Spezia dunque se la stanno giocando sul tavolo dell'assessore allo sport, Eleonora Lama, ed è difficile capire se tra le due cordate ve ne sia una in leggero vantaggio sull'altra. Non sembrerebbe.

Ad ogni modo, dopo l'incontro con il gruppo di Cuneo nella giornata di venerdì, domani sarà la volta di quello ligure: dopodiché, mercoledì verrà presa una decisione di concerto con la tifoseria bianconera che ha in mano le quote societarie. Siamo alla stretta finale, o almeno lo si spera fortemente, ma visto che ormai il tempo è praticamente scaduto, al di là del fatto che l'inizio del campionato di serie D sia stato posticipato al 16 settembre, non v'è motivo di credere che, dinanzi a condizioni accettabili, mercoledì non possa arrivare la tanto attesa svolta. Altrimenti dovrà essere presa un'altra strada che prevede che la società zebrata resti nelle mani dei tifosi come ultima possibilità.

Un testa a testa tra due gruppi che, come detto, vorrebbero consegnare alla città di Massa uno stadio moderno e funzionale alle esigenze dei tempi, anche attraverso l'utilizzo delle energie alternative come il fotovoltaico. L'amministrazione ci sta pensando e comunque non sarà una decisione facile benché sia evidente che lo stadio degli Oliveti versi in una situazione molto difficile ormai da anni. Quanto ancora si potrà tamponare la situazione intervenendo una volta qua e una volta là senza che alla fine il problema dell'agibilità venga risolto definitivamente? È del tutto evidente che così non si potrà andare avanti a lungo. Non è ancora dato sapere se questa sia davvero l'occasione giusta da acchiappare, vero che il futuro del calcio è quello di consegnare gli stadi in mano ai privati capaci di farne strutture al centro di un progetto societario ambizioso. Qua non si tratta di affrontare un argomento peregrino giacché di esempi pratici se ne potrebbero già fare prendendo a riferimento le categorie superiori.

Comunque non è il caso di correre troppo, la priorità è che la Massese possa ricominciare a guardare al futuro con serenità. Mercoledì lo si comincerà a capire con la consapevolezza che la prossima stagione, vada come vada la vendita societaria, ci sarà da soffrire assai. Ma questo, adesso, è l'ultimo dei problemi. —

ALESSANDRO TABARRANI

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