Gioco
Cordata di Spezia o di Cuneo? I tifosi scelgono i proprietari
Se nessuno darà le garanzie richieste però potrebbe partire l’azionariato popolare Intanto gli imprenditori apuani continuano a stare in silenzio e immobili
MASSA
Vedremo come andrà a finire. Vedremo nelle prossime ore a chi la tifoseria bianconera deciderà di consegnare le chiavi della Massese, se alla cordata di Cuneo o a quella di La Spezia, con il gruppo rappresentato dall'avvocato pisano, Carlo Coscia che resta sullo sfondo. Vedremo, anzi, se la tifoseria deciderà di dare la società bianconera a qualcuno. E già, sebbene resti un ipotesi più o meno remota, senz'altro vista come extrema ratio, non è da escludere che alla fine di questa telenovela la Massese rimanga nelle mani dei tifosi stessi. In quel caso la città si dovrà dare una svegliata, destarsi da questa pigrizia e indifferenza verso le sorti dei colori bianconeri che, diciamocelo, irrita non poco. Possibile che una società sana, iscritta regolarmente al prossimo campionato di serie D per mano dell'ex presidente, Giorgio Turba non riesca ad attrarre l'amore dell'imprenditoria locale, evidentemente in altre faccende affaccendata?
Per carità, assumersi il controllo di una società calcistica non è proprio una passeggiata, epperò neppure accennare un tentativo di analisi, provare perlomeno a fare quattro chiacchiere con i rappresentanti della tifoseria che hanno in mano le quote societarie, chiamare a raccolta qualche collega per scandagliare la situazione e trovare un piccolo spiraglio in vista dell'imminente stagione, questo almeno poteva essere fatto. Poi magari non si sarebbe arrivati a dama comunque, ma almeno un pizzico di buona volontà. Che diamine. In teoria ci sarebbe ancora un po' di tempo per intervenire salvando capra e cavoli, anche dinanzi allo slittamento del campionato al 16 settembre, magari fornendo un aiuto che permetta di avere le basi per un inizio, per non dover preoccuparsi di come affrontare le spese "vive", quotidiane e basilari per scendere in campo. Un atto di orgoglio anche perché nessuno, a questo punto, chiede la luna. Sarà una stagione tribolatissima anche se il passaggio proprietario avvenisse già oggi, ci sarà da soffrire per mantenere la categoria nell'anno del centenario, ma proprio per questo il tessuto produttivo cittadino potrebbe (dovrebbe) battere un colpo.
Fare quadrato insomma. Niente di tutto questo sinora, come ribadito dagli stessi tifosi nella conferenza stampa di giovedì scorso. Sarebbe una beffa atroce, financo incomprensibile, che una società senza un centesimo di debito andasse a ramengo per l'indifferenza generale. In altri luoghi, situazioni ben più difficili a livello economico hanno trovato uno sbocco, non si capisce perché questo non possa avvenire nel capoluogo apuano che, in tempi non sospetti, è stata terra fertile di campioni. —
ALESSANDRO TABARRANI
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