La manifestazione
«Nessuno è interessato ad acquistare la Massese»
Gli imprenditori apuani non si sono fatti avanti dopo l’addio di patron Turba Due gruppi, di La Spezia e di Cuneo, pensano soltanto alla questione stadio
MASSA
L'inizio del campionato di serie D slitta al 16 settembre. Il caos ripescaggi dunque che riguarda sia il campionato di serie C che, a cascata, il campionato nazionale dilettanti, ha portato allo slittamento dei campionati a metà settembre dinanzi al fatto che i ricorsi presentati dalle società in cerca di riammissione non saranno giudicati prima del 7 settembre dal collegio di garanzia del Coni e del 13 settembre dal Tar sulle situazioni di Como e Santarcangelo. Una notizia che potrebbe anche risultare positiva per la stessa Massese che resta alle prese con un mare di incertezze circa il suo futuro societario. Ieri mattina i rappresentanti della tifoseria, Davide Quieti e Ciro Bertoldi, che ufficialmente sono possesso delle quote societarie, hanno indetto una conferenza stampa allo stadio degli Oliveti per fare chiarezza e sgombrare il campo dalle tante, tantissime voci che in questo periodo si sono sfogate su presunti o fantomatici gruppi interessati a rilevare lo storico sodalizio.
«Sentiamo tutti i giorni voci che parlano di cordate che vorrebbero prendere la Massese - ha spiegato Quieti -, in particolare, cordate di Massa. Ebbene, sono tutte falsità, attualmente ci sono due cordate che non sono della zona, precisamente si tratta di un gruppo di Cuneo e uno di La Spezia che sono quelli interessati più che alla Massese alla questione stadio. Cordate di Massa non ce ne sono e non ce ne sono mai state. Nessuno si è mai avvicinato con una idea precisa o con un gruppo a sostegno. Ci sono solo questi due gruppi che ho detto e poi c'è anche il gruppo rappresentato dall'avvocato Coscia, che è l'unico che si sta interessando a prelevare la Massese e che aveva già portato a Massa lo staff. Sono state chieste delle garanzie dall'amministrazione comunale attraverso delle fideiussioni che al momento non sono arrivate. Zero assoluto. Ci sono anche state delle cordate di fuori che hanno avuto intermediari della zona, ma di imprenditori massesi non c'è mai stato nessuno».
«La cosa che dà parecchio fastidio - ha aggiunto Bertoldi - è il fatto che dicano che i tifosi fanno delle richieste troppo alte. Falso. Non abbiamo mai chiesto nulla, abbiamo solo chiesto gente seria che ci metta due soldi. Si vuole prendere la Massese gratis, già iscritta al campionato senza dare una minima garanzia. Siamo fuori dal mondo. La Massese avremmo potuto darla via già dieci volte, però a gente che avrebbe solo fatto dei debiti. Noi vogliamo traghettare la società per darla a qualcuno di serio, speravamo di trovare gente di Massa ma abbiamo capito che questa possibilità non esiste». Questa totale indifferenza da parte dell'imprenditoria locale fa male. Soprattutto, ci si chiede che fine abbiano fatto il peso della "vulgata" secondo la quale nessuno si avvicinava alla Massese sinché ci sarebbe stato Turba alla guida. Ora che Turba non c'è più, l'assalto alla diligenza non c'è comunque stato.
Tra oggi e lunedì la tifoseria prenderà una decisione. «Nonostante Turba non ci sia più, nessuno si è presentato - ha concluso Quieti -. L'amministrazione comunale si sta dando da fare parlando con diverse persone, ma nulla di concreto è ancora avvenuto. Tra venerdì e lunedì vedremo cosa fare». —
ALESSANDRO TABARRANI
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