Gioco
Nuoto, dall’exploit di Glasgow alle piscine di Marina di Carrara «Abbiamo lavorato bene»
l’incontroIl gotha del nuoto di fondo a Marina di Carrara per una sera alle piscine comunali. È successo venerdì quando seduti l’uno accanto all’altro, si sono ritrovati Massimo Giuliani, commissario...
l’incontro
Il gotha del nuoto di fondo a Marina di Carrara per una sera alle piscine comunali. È successo venerdì quando seduti l’uno accanto all’altro, si sono ritrovati Massimo Giuliani, commissario tecnico della Nazionale di tutte le squadre di nuoto di Fondo e Gran Fondo e reduce vittorioso degli europei di Glasgow dove l’Italia si è rivelata terza potenza assoluta con 26 medaglie contando solo quelle legate alla disciplina del nuoto. Accanto a lui quindi, Franco Lo Cascio, artefice della rinascita in Italia del nuoto in acque libere e Guido Cocci, quasi cinquantenne vincitore dei campionati italiani di Nuoto Master 40 di Trieste, campione italiano e campione europeo Master acque libere. Quella di Giuliani, il più longevo oltre a essere il più vincente dei Ct italiani (50 medaglie mondiali, 16 d'oro e soprattutto 2 medaglie olimpiche su 3 Olimpiadi disputate), è stata una vera lezione teorica di nuoto di fondo, partendo addirittura dai riferimenti storici: «Faccio l’istruttore di nuoto dalla fine degli anni 80, poi dal 90 la Federazione mi chiama per occuparmi degli atleti più interessanti e poi dal 93 divento Ct della Nazionale», spiega Giuliani, il quale non riesce a nascondere un certo orgoglio per il risultato ottenuto a Glasgow dalla Federazione, «È evidente che la Federazione in questi anni ha lavorato bene», ha commentato. Nel suo spiegare con passaggi strettamente tecnici il nuoto di fondo, elencando strategie, tattiche, i tipi di percorso e nuove modalità di allenamento approntate dalla Federazione italiana, si è lasciato andare anche a raccontare piccoli aneddoti come durante i mondiali di Australia quando gli atleti erano scortati da imbarcazioni di militari pronti ad intervenire in caso di aggressione da parte di squali: «Lì il pericolo era costante» rivela il Ct, che ricorda anche come durante una competizione mondiale a Cuba un’atleta finì avviluppata tra i tentacoli di una caravella portoghese, «hanno otto metri di tentacoli: le vennero subito delle bolle da mezzo litro e andò in stato di shock ma i soccorsi intervennero subito e venne salvata», racconta. Sul nuoto in acque libere: «È uno sport ecologico - ha detto - è antistress, è televisivo perché si vede sui volti la fatica, lo si vede dagli occhi, dalle torsioni della testa dei busti e poi aiuta a socializzare, perché ad allenarsi in acqua ci si deve andare sempre in gruppo, minimo in due e poi mai andare dopo aver mangiato, bisogna aspettare almeno due ore, due ore e mezzo». Anche Cocci ha raccontato la sua storia: «Ero stato un nuotatore di buon livello in gioventù, poi smisi per problemi alla schiena e arrivai a pesare 128 kg fino a quando Lorenzo Contipelli (presidente Uisp Carrara Lunigiana) mi ha chiesto di venire ad allenarmi: a fine stagione 2012 ero campione europeo». — F.V.
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