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La situazione si complica ancora L’ultima cordata non si decide

ALESSANDRO TABARRANI
La situazione si complica ancora L’ultima cordata non si decide

Le possibilità diminuiscono sempre di più, non c’è ottimismo fra i supporter Ma la delusione più grande sono gli imprenditori locali: nessuno si è fatto avanti

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MASSA

La situazione della Massese si complica sempre più man mano che passano i giorni. Si attende la risposta della cordata rimasta in ballo per rilevare la maggioranza delle quote societarie che al momento resta nelle mani della tifoseria; una risposta dalla quale dipenderà l'immediato futuro dello storico sodalizio. Nel tardo pomeriggio di ieri i tifosi si sono riuniti per fare il punto della situazione e tutto lascia pensare che la decisione dei potenziali acquirenti arriverà, al più tardi, nella serata di oggi. i rappresentanti della Curva Alessandro Balloni sono trincerati dietro il più stretto silenzio, ma, carpendo qua e là qualche spiffero, non sembra che regni particolare ottimismo. A dirla tutta, se le sensazioni positive potevano esser quantificate sino a domenica attorno al 50%, ieri questa percentuale si sarebbe ridotta significativamente. Ancora nulla di ufficiale è accaduto, per carità, ma la preoccupazione resta sovrana.

Se davvero, alla fine della fiera, anche questa possibilità dovesse saltare, il quadro diverrebbe assai fosco a meno che non prenda campo una nuova trattativa con un gruppo differente che, in effetti, nei giorni scorsi sembrava esserci ma che ad oggi non è dato sapere se esista ancora. Parlare di situazione complicata può sembrare financo eufemistico. La clamorosa rottura con il gruppo italo - svizzero ha fatto inevitabilmente precipitare una costruzione evidentemente fragile e crollata quando invece sembrava che le fondamenta fossero già state gettate. Nel frattempo, manco per sbaglio, nessun imprenditore massese si è avvicinato alla società cercando di dare una mano a salvare capra e cavoli. Se la tifoseria si è sobbarcata le quote societarie, probabilmente ciò è avvenuto anche perché nell'animo dei supporter bianconeri albergava la speranza che il tessuto imprenditoriale cittadino avrebbe fatto un passo in avanti attraverso una cordata locale. Figuriamoci, una speranza che è stata quasi subito demolita.

La delusione per non aver avuto appoggio dalla città è parecchia e se anche gli ultimi interessati faranno un passo indietro, piaccia o no, il toro dovrà essere preso per le corna evitando alla Massese di trovarsi in una situazione a dir poco delicata proprio alla vigilia del suo centenario. Se i tifosi rimarranno con la patata bollente in mano, l'amministrazione comunale dovrà necessariamente favorire una strada che permetta di ricevere aiuti concreti per affrontare la prossima stagione di serie D e la città dovrà rispondere in qualche maniera. Ma non è ancora il caso di fasciarsi la testa prima di essersela rotta. La risposta della cordata con la quale i tifosi si stanno rapportando arriverà a strettissimo giro di posta, solo allora si potrà ragionare, rapidamente, sul da farsi.

Davvero, nell'eventualità che si sfilino tutti, la Massese verrà lasciata sola, abbandonata al suo destino ? Si stenda a crederlo. Eppure nulla può essere escluso. Proprio nulla. Il futuro della prima squadra cittadina è appeso a un filo sottilissimo, con la squadra già peraltro iscritta alla serie D per mano dell'ex presidente, Giorgio Turba. Tra oggi e domani si saprà se la fiammella che ancora resta accesa sarà alimentata o, al contrario, rischi di spegnersi quasi del tutto. Ma che sofferenza però. —

ALESSANDRO TABARRANI

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