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Spunta un’altra cordata seria Ma il campionato è alle porte

ALESSANDRO TABARRANI
Spunta un’altra cordata seria Ma il campionato è alle porte

Svaniti gli imprenditori italo-svizzeri i tifosi intavolano l’ennesima trattativa Ma c’è apprensione nel mondo bianconero e diminuiscono le speranze di partire 

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MASSA

C'è apprensione all'interno dell'universo bianconero sul futuro della Massese. Nei giorni finali della scorsa settimana, l'improvvisa rottura della trattativa per la cessione della maggioranza societaria al gruppo italo - svizzero, con conseguente interruzione del ritiro di Careggine, ha gettato nello sconforto la piazza. Tuttavia, con il banco saltato, si sarebbero ri - aperte alcune possibilità con un paio di cordate, una delle quali che si troverebbe in una condizione di vantaggio. Si tratta ora di capire a che livello la discussione si trovi con i tifosi proprietari dello storico sodalizio, concretamente, a cosa si possa realmente sperare e in che lasso di tempo. Oggettivamente, a meno di un mese dall'inizio del prossimo campionato di serie D, la necessità di chiudere è alta, cosi che si possa rapidamente mettere assieme una squadra capace, perlomeno, di mantenere la categoria. Come da prassi, l'identità del gruppo che sarebbe in vantaggio sull'altro resta celata da una spessa coltre di mistero difficile da sormontare.

Le poche cose che si sanno, peraltro in modo approssimativo, è che si tratterebbe di persone che hanno già ampiamente avuto a che fare con il mondo del calcio e che, in caso di fumata bianca, sarebbero pronte a mettere sul piatto sia l'allenatore che il direttore sportivo. Ovvio. Chiaramente una conclusione della vicenda societaria, in un senso o nell'altro, è attesa nel giro di pochi giorni per non dire nelle prossime ore; per intenderci, le prossime ore potrebbero essere decisive per il futuro.

Lo si dice perché nella giornata di oggi, il suddetto gruppo dovrebbe dare una risposta definitiva circa un suo ingresso alla guida del sodalizio che si appresta a festeggiare i suoi cento anni di vita. O dentro o fuori. Nell'eventualità che anche in questo caso la trattativa si sciogliesse come neve al sole, la patata bollente resterebbe nelle mani della tifoseria con la città che sarebbe chiamata a sostenere la dirigenza nello sforzo di affrontare la stagione. In effetti, nei comunicati immediatamente successivi alla rottura con il gruppo ellenico, gli stessi tifosi hanno tranquillizzato sul fatto che né l'attività del settore giovanile né la partecipazione della prima squadra al prossimo campionato sono in discussione. Quello che deve essere tenuto in evidenza, nell'analisi generale del momento, è il piccolo particolare che la Massese è una società sana senza debiti pregressi che verrebbe portata via praticamente a zero. Possibile che sia così complicato, anche e soprattutto da parte dell'imprenditoria locale, riuscire ad assicurare qualche anno di serenità alla prima squadra cittadina?

I conti, per carità, si faranno alla fine, ma se cessione sarà questa andrà appannaggio di imprenditori estranei al tessuto apuano. Salvo clamorosi e assai improbabili colpi di scena. Sebbene auspicati. Aspettiamo dunque, aspettiamo ancora un po' con la percentuale di ottimisti e pessimisti divisa equamente. Vale comunque la pena di restare ottimisti sul fatto che alla fine tutto si possa risolvere per il meglio. Il futuro della Massese non può essere lasciato abbandonato a sé stesso senza che sia stato fatto più che il possibile per renderlo valido di essere vissuto. Il tempo a disposizione è quasi scaduto ma ce n'è ancora un poco per salvare la baracca.

ALESSANDRO TABARRANI

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