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«Peccato, torno a fare il nonno», l’amarezza del direttore Taveggia

ALESSANDRO TABARRANI
«Peccato, torno a fare il nonno», l’amarezza del direttore Taveggia

Dopo la brusca interruzione del ritiro di Careggine e la fuga degli italo svizzeri, spunta adesso un’altra cordata interessata a rilevare la società bianconera

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MASSA

Ore calde, caldissime in casa bianconera. Con la piazza ancora frastornata e sconcertata dalla improvvisa rottura della trattativa per la cessione della maggioranza delle quote societarie della Massese alla cordata italo svizzera, con conseguente interruzione del ritiro di Careggine, in queste ore i tifosi proprietari dello storico sodalizio sono in contatto con un paio di cordate che sarebbero pronte a subentrare. In particolare un gruppo sarebbe in vantaggio sull'altro tanto che importanti sviluppi potrebbero verificarsi già entro domani. Il tempo a disposizione è poco e la necessità di chiudere in fretta è palese. Tuttavia, la volontà è di fare le cose per bene, evitando di cedere le quote senza filtro, o meglio, senza avere le necessarie garanzie dalla controparte circa la solidità del progetto. Quelle garanzie che alla fine, a sorpresa, sono evaporate quando la chiusura della trattativa con il gruppo italo svizzero sembrava ormai cosa fatta.

Addirittura anche il futuro direttore generale, Paolo Taveggia aveva illustrato, per sommi capi, le intenzioni di quella che sarebbe dovuta diventare la nuova proprietà bianconera. Lo stesso Taveggia, figura di grande esperienza e professionalità, è rimasto sorpreso al pari dei tifosi di quanto avvenuto nei giorni successivi. Sebbene un sentore si fosse materializzato. «Sono davvero dispiaciuto - ha spiegato Taveggia - perché la Massese e i suoi tifosi non meritano di essere trattati così. L'esperienza è stata breve ma intensa a fianco di un gruppo di ragazzi eccezionali pronti a gettare il cuore oltre la siepe per il bene della Massese. Mai nel corso della mia carriera ho visto un tale attaccamento ai colori di una squadra. Devo dire che quando la squadra è partita per il ritiro e gli ultras hanno cominciato ad anticipare le spese con la promessa di essere rimborsati dalla nuova società, mi sono accorto che qualcosa non andava. Per questo, per proteggerli, ho consigliato loro di voltare pagina. Sarebbe stato un bagno di sangue economico e siccome ci ho messo la faccia, garantendo verso questo imprenditore italo -svizzero, con la stessa sincerità ho suggerito alla proprietà di chiudere e di iniziare a guardarsi intorno per trovare altre alternative».

E ancora. «Avevamo un programma serio per riportare la Massese laddove merita - ha prosegue Taveggia - attraverso un piano di lunga durata. A stagione già iniziata e con i migliori giocatori già accasati, volevamo comunque costruire un gruppo solido sia per onorare la maglia della Massese sia per puntare a fare qualcosa di importante. Ora quello che auspico è che la Massese, che si avvia a festeggiare il suo centenario, possa trovare appoggio nell'amministrazione comunale per trovare imprenditori seri che permettano di portare avanti la stagione. Con i tifosi sono rimasto in ottimi rapporti e mi piacerebbe potergli essere utile lavorando ancora assieme a loro se ci saranno i presupposti. Se questo non avverrà, tornerò a fare il nonno a tempo pieno». L'amarezza di Taveggia fa il paio con quella della tifoseria che non ha mancato di rimarcare la serietà e le capacità di un personaggio il cui curriculum nel mondo del calcio parla da sé. Sarebbe utile che l'ex dg del Milan potesse in qualche modo rientrare all'interno di un futuro progetto con una nuova società. —

ALESSANDRO TABARRANI

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