Il Tirreno

verso la nuova stagione 

Pinna lascia la società azzurra: «Ho bisogno di staccare un po’»

LUCA SANTONI
Pinna lascia la società azzurra: «Ho bisogno di staccare un po’»

L’ex estremo difensore azzurro era il preparatore dei portieri: «Con Baldini ci siamo lasciati benissimo, adesso mi dedico a fare domanda di pensione»

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CARRARA. Giampaolo Pinna saluta la Carrarese. Il preparatore dei portieri non farà parte dello staff tecnico azzurro nella nuova stagione. La notizia era nell'aria, ma l'ufficialità è arrivata pochi giorni fa, quando il club di piazza Vittorio Veneto ha reso noto lo staff che lavorerà al fianco di Silvio Baldini. Un'avventura, quella di Pinna alla Carrarese, iniziata negli anni '80 e proseguita in diverse fasi nel corso degli anni fino ad oggi. Arrivato dall'Olbia nel 1987, difende la porta della Carrarese fino al 1989. Dopo Lucca, Siena, Ancona, Massa, ancora Olbia e Montevarchi, nel 1999 torna a Carrara per chiudere la carriera da giocatore nel 2006 a 42 anni. Sempre nella Carrarese dal 2009 al 2012 inizia il percorso di tecnico come preparatore dei portieri che prosegue a Viareggio. Dal 2014 al 2017 va a Massa, dove ricopre i ruoli di allenatore in seconda, preparatore dei portieri e nel 2016 allenatore della prima squadra. La stagione appena conclusa lo vede protagonista nuovamente a Carrara alla corte di Silvio Baldini, prima di concedersi una pausa. «La mia – spiega Pinna - è una scelta personale dettata dalla famiglia. L'avevo comunicata appena finito il campionato a mister Baldini e a Berti, perché mi sembrava giusto, ma fino all'ultimo giorno ho dato il massimo come sempre. Adesso mi riposerò qualche mese, anche se ho già ricevuto qualche contatto per ruoli in settori giovanili e scuole calcio, ma ho preso un po' di tempo per fare richiesta della pensione. Dopo 38 anni mi voglio riposare un po', per dedicarmi alla famiglia. Il tempo di ricaricare, per poi ripartire con qualcosa di tranquillo. A Carrara il progetto è molto importante. Ci vuole assiduità nel lavoro con allenamenti doppi. Bisogna essere molto presente, mentre io non potevo. Non avrei potuto fare il lavoro come piace a me e siccome la Carrarese sta portando avanti un progetto importante, servono persone in grado di dare il 100%. Ho parlato col mister e lui mi ha capito. E' accaduto tutto molto serenamente e ci siamo lasciati benissimo. Spero che arrivi questa pensione per una tranquillità familiare, poi dopo continuerò sicuramente. Qualche offerta mi è arrivata e valuterò con calma».

Quindi non è un addio al professionismo? «No, assolutamente, anche se poi bisogna vedere se qualcuno mi chiamerà. Ho 54 anni, non 1000, ma è da quando ho 17 anni che faccio professionismo. A Massa eravamo in Serie D, ma era come essere nei professionisti sotto l'aspetto dell'impegno. Dopo tanti anni a livello di testa ho avvertito la necessità di fermarmi qualche mese. Contemporaneamente ho preso la palla al balzo per fare domanda per la pensione. Io comunque sarò sempre tifoso della Carrarese, dove sono cresciuto. Faccio un grande in bocca al lupo prima di tutto alla società, al mister, alla squadra, ai dirigenti e alla città. Sono sicuro che il progetto iniziato l'anno scorso andrà avanti e crescerà. Il mister è un perfezionista e con lui si può solo fare bene».

Un pensiero di Pinna sul grave lutto che ha colpito l'ex storico dirigente azzurro Walter Devoti, per la prematura scompara del fratello Giuliano: «Mi è molto dispiaciuto. La perdita di un famigliare caro è dura. Anch'io purtroppo ci sono passato e so cosa si prova. Walter, oltre ad essere una cara persona, è un amico che mi ha sempre dato una mano nei momenti di bisogno. Gli ho già espresso personalmente le mie condoglianze e le porgo anche pubblicamente». —

LUCA SANTONI .

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