Il Tirreno

L’INTERVISTA 

Big Mac Maccarone: l’importante è andare tutti nella stessa direzione

LUCA BARBIERI
Il bomber Maccarone (foto Gianni Barbieri - Carrarese Calcio)
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Il bomber Maccarone (foto Gianni Barbieri - Carrarese Calcio)

Parla il nuovo bomber della Carrarese: «Sono qui perché legato a tante persone Ripartiamo con entusiasmo, noi esperti dobbiamo dare l’esempio e trascinare»

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CARRARA. Vent'anni fa la sua prima stagione in serie C: C2 con la maglia del Prato. Dal 1998/1999 Massimo Maccarone, 39 anni a settembre, ritorna in C con la Carrarese. Nel mezzo – anche se le presentazioni servono a poco – tra le altre casacche indossate ci sono quella della Nazionale under 21 (in molti ricorderanno il gol contro l'Inghilterra con stop di destro a saltare il marcatore e gol di sinistro dal limite dell'area) e poi Empoli, Middlesbrough (con cui vanta una finale Coppa Uefa), Parma, Siena, Sampdoria e Palermo. L'anno scorso, invece, a un passo dalla Carrarese ha virato verso l'Austrialia: Brisbane Roar.

Massimo Maccarone ripartiamo dalla scelta dell'anno scorso: com'è il calcio australiano?

«L'impressione è stata abbastanza positiva: partendo dalle strutture che sono importanti e innovative. E poi a livello calcistico sono campionati giovani e comunque continuano a crescere; certo, i ritmi sono diversi, anche come carichi di lavoro non sono come qui in Italia. Ma alla fine è stata un'esperienza importante, anche a livello di vita è stato tutto molto sereno. Hanno poi una mentalità diversa: vinci o perdi ti dicono va bene comunque, l'importante è dare il massimo».

E quella inglese?

«Anche se parliamo di sedici anni fa quasi, la loro è una cultura molto simile; questione di approccio diverso alla vittoria e alla sconfitta rispetto a noi. Poi è normale che se uno non si impegna...».

Esperienza al Middlesbrough tra l'altro assieme all'attuale ct inglese Southgate.

«Sì, tre anni con lui come capitano. Un allenatore in campo sempre: dava serenità, poteva avere già un profilo da allenatore; poi ovviamente è sempre difficile arrivare in alto».

Tornando alla Carrarese che stagione ti aspetti?

«Sicuramente prima guardiamo noi stessi. Se facciamo le cose con le motivazioni giuste possiamo fare un grande campionato, senza guardare le altre squadre; o meglio, il giusto per preparare le partite. Il campionato è cambiato tantissimo negli ultimi vent'anni, ma sono venuto qua con le giuste motivazioni. E' una scelta fatta perché sono legato a tante persone qui; non avrei accettato da altre parti».

Parli di Baldini, Berti, Coralli e Tavano.

«Ho sentito Ciccio (Tavano, ndr) e mi ha detto che si stava bene e che si era creato un entusiasmo importante l'anno scorso; però non avevo bisogno di conferme. Ripeto: conosco già le persone e sapevo quello che potevo trovare».

Ogni volta i nuovi giovani arrivati citano te, Coralli e Tavano.

«E' normale, dobbiamo trascinare e dare l'esempio. Non ci è concesso sbagliare a livello di atteggiamento».

In questo senso quanto è importante il gruppo, anche pensando alle colazioni e ai pranzi voluti dal mister?

«È importante fare questo tipo di cose, per il gruppo questa cosa è un più sicuramente. Sono soprattutto importanti per i giovani che cominciano a capire anche che l'alimentazione è molto importante per il momento e per il loro futuro».

Quali obiettivi vi siete dati?

«Andare tutti nella solita direzione, bisogna credere in quello per cui lavoriamo: se lavoriamo tutti insieme sarà più facile raggiungere l'obiettivo prefissato. Veniamo da un girone di ritorno importante. Ripartiamo con il solito entusiasmo. Noi dobbiamo prenderci più responsabilità e far lavorare con tranquillità i giovani». —

LUCA BARBIERI.

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