Sicurezza
Del Giudice parla ai tifosi su Facebook
MASSA . Com'è normale che sia, quando arriva una nuova proprietà in sella a una società di calcio, la tifoseria si divide tra scettici e beneauguranti e attendisti e catastrofisti. Con l'arrivo del...
MASSA . Com'è normale che sia, quando arriva una nuova proprietà in sella a una società di calcio, la tifoseria si divide tra scettici e beneauguranti e attendisti e catastrofisti. Con l'arrivo del duo Buzzegoli - Del Giudice alla guida della Massese la danza si è ovviamente ripetuta con i tifosi che si sono scatenati sui social network dividendosi tra le categoria sopraelencate. E allora la nuova dirigenza bianconera ha deciso di fare un passaggio in più, proprio attraverso la comunità social, per chiedere fiducia alla gens zebrata. In particolare è stato il futuro vicepresidente, Stefano Del Giudice a interagire con la tifoseria attraverso un lungo post pubblicato su facebook nella pagina del gruppo "iotifomassese" e che riportiamo per sommi capi. Si comincia con fare chiarezza anche per quello che riguarda gli investitori che sarebbero dietro al progetto e la cui identità verrà svelata a breve. «Vorrei ricordare - scrive Del Giudice - quelli che sono i punti base da cui la nuova compagine sociale vuole partire: la Massese è una società sana e tale deve rimanere; il nostro progetto parte dal sostegno di alcuni investitori e questo sarà palese non appena il passaggio di consegne e la trascrizione dell'atto di passaggio di quote ci permetteranno di agire con pieni poteri». Del Giudice chiede alla tifoseria un po' di pazienza. «Invito tutti ad avere un filo di pazienza e valutarci via via che l'organigramma e la squadra prenderanno forma. Può accadere che l'ascolto di un progetto tanto ambizioso susciti scetticismo ed addirittura allarme, ma d'altra parte credo che non sia giusto sparare a zero verso chi si presenta confidando "a cuore aperto" un piano sicuramente impegnativo, ma pensato per realizzare qualcosa di buono. Per questo rinnovo l'invito a valutarci sui fatti. Se poi qualcuno vorrà criticarci, nessun problema: dialogheremo nel rispetto reciproco».
Alessandro Tabarrani
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