Il Tirreno

Carrarese, le ambizioni sono giustificate

Carrarese, le ambizioni sono giustificate

Ora l’obiettivo è riuscire a ricostruire in pieno un settore giovanile all’altezza. Il valore aggiunto è Silvio Baldini

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CARRARA . Carrara oggi appare come un'isola felice dove poter costruire qualcosa di buono. Teniamoci stretta la nostra amata Carrarese, patrimonio sportivo e sociale della città, e teniamoci stretta questa società, questi sponsor e questo gruppo di lavoro che mezza serie C ci invidia. Il dg Gianluca Berti ha subito messo a segno il super colpo del mercato con l'arrivo di “Big Mac” Maccarone, un marziano che non centra niente con questa categoria. Altri rinforzi arriveranno nelle prossime settimane (continua la caccia a Ceccarelli) e parallelamente si lavora per trattenere i tanti prestiti della stagione che sta per chiudersi. La pedina più insostituibile resta però Silvio Baldini. Col suo entusiasmo e la sua guida, il tecnico ha conquistato il cuore, non solo dei suoi giocatori, ma di un'intera città. Allo stadio dei Marmi si sono riviste le famiglie, i ragazzi, i bambini e questo è il grande successo di questa gestione. L'obiettivo principale resta quello della serie B. La società vuole vincere il campionato: un'impresa che fino a qualche anno fa non sarebbe stata neanche lecito sognare. Oltre a Baldini, ai suoi collaboratori e ai giocatori, il merito di tutto questo va al nostro mondo del lapideo. Tutti imprenditori carrarini doc, persone serie, e per questo rare da trovare, che hanno avuto il coraggio e l'ambizione di regalare alla città una Carrarese da amare e vivere tutto l'anno, dopo un fallimento ingiusto e umiliante. Questa società ha praticamente tutto per fare bene. Forse l'unico fronte dove si deve ancora crescere è il settore giovanile, dove grandi risultati passano attraverso grandi strutture. Ricordiamo che fino agli anni Novanta gli azzurri potevano vantare il secondo miglior settore giovanile della Toscana, dietro solo all’Empoli. Una realtà che aiutava economicamente la proprietà. Le difficoltà per il vivaio iniziarono quando i campi di allenamento a Marina di Carrara (nei quali la Carrarese stava programmando la costruzione di una foresteria) furono dismessi, per dare nuovi parcheggi all’area fieristica. In passato su quei campi Grassi, Gaspari e la Ferriera di Cittadella avevano speso quasi 400 milioni, ma il terreno era comunale e nessuno potette opporsi. Senza più strumenti di lavoro, il settore giovanile non fu più in grado di essere al passo coi tempi.

Luca Santoni

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