Il Tirreno

«Siamo già proiettati tutti verso un obiettivo importante»

«Siamo già proiettati tutti verso un obiettivo importante»

Parla il forte difensore Luca Ricci: «I proclami non mi piacciono, però i programmi sono chiari Immagino che le rivali principali saranno Pisa, Piacenza, Alessandria, Pro Vercelli e Novara»

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CARRARA. Tra i giocatori su cui mister Silvio Baldini potrà contare per inseguire la serie B c'è anche il difensore classe 1989, Luca Ricci, arrivato nel mercato invernale. Il forte centrale azzurro, ex Cesena, Ascoli, Varese, Ancona, Catanzaro, Pistoiese e Monopoli, tra le altre casacche indossate tra B e C, andrà a formare il “muro azzurro” con Michele Murolo per la prossima stagione. La Carrarese – nella regular season – ha subito 47 reti; da gennaio soltanto 14... «Fa piacere, il dato certifica un po' il lavoro e mi rende orgoglioso certamente. Anche perché il mister ha un gioco offensivo e in queste categorie non è semplice; ma al di là dei meriti non è detto che gli stessi di gennaio da inizio anno avrebbero fatto meglio sicuramente. Credo che ogni squadra abbia un destino, sicuramente un po' di esperienza ha fatto crescere chi c'era già e i nuovi. Ripeto, quindi, non è detto».

Com'è stato l'arrivo a Carrara?

«Qui mi sono trovato benissimo subito. C'è infatti una base nel gruppo per il prossimo anno, ci conosciamo. Ovviamente è tutto relazionato ai risultati, per me è stata la prima volta comunque in questa esperienza particolare con le colazioni, i pranzi insieme, le doppie sedute. E' stata un'esperienza a livello di carattere unica. Per un ragazzo di 20 anni è una fortuna enorme farla, ti permette di fare carriera».

Sei arrivato a gennaio con un contratto fino al 2019.

«Sì, lasciare Monopoli non è stato affatto facile; c'è stata quest'idea alimentata dai vecchi compagni come Foresta e Agyei che mi chiamavano, poi conoscendo Baldini e allora ho chiesto informazioni sul progetto e sulla solidità».

Qual è il bilancio tracciato della stagione?

«Sono molto felice, dal mio esordio contro la Viterbese in casa è stato un crescendo ed è una cosa anche importante in previsione dell'anno prossimo. Sono soddisfatto sia per la squadra, sia a livello personale. Poi vedere l'affetto della gente, sicuramente il ricordo più bello è quello legato all'entusiasmo».

Qualche rimpianto?

«No, non mi piace parlare di rimpianti, non voglio che passi questo messaggio. Sicuramente Viterbo non lo è, certo quel gol dopo poco di Jefferson, però al massimo possiamo parlare dei pareggi con Pistoiese e Pontedera. Arrivare quarti ci avrebbe proiettato in maniera diversa nei play off. Ma quando rincorri non devi sbagliare nulla, anche un pareggio importante come quello ottenuto a Livorno quando rincorri fa perdere posizioni. Il bilancio è positivo comunque».

Il mister in una precedente intervista ha eletto Pisa-Carrarese (0-2) come partita simbolo della stagione; per te?

«Dico contro la Pistoiese, la vittoria durante i play off. A Pisa ero fuori, però sì, dopo la sconfitta contro l'Alessandria abbiamo fatto quello scalino, non era semplice. Anche se sinceramente non ho un brutto ricordo di quella partita, preferisco una gara così che perdere cinque partite per 1 a 0».

Tornando al mister, com'è lavorare con Baldini?

«Il mister lo conoscete: è una persona speciale, vive di calcio con una grande passione ed entusiasmo. Il rapporto è ottimo».

Non si è mai nascosto sugli obiettivi: vuole la B.

«Penso che società e mister si siano espressi, ma ci hanno parlato anche individualmente: l'obiettivo è la B. Non mi sentirete più pronunciare questa parola perché a me non piace parlarne, sono un po' difensore anche nella vita, ma la società si è espressa chiaramente. Partiamo prima proprio per quello anche perché si profila un campionato non semplice, una corsa difficile con probabilmente Pisa, Alessandria, Piacenza nell'anno del centenario, Pro Vercelli, Novara».

E quindi siete già al lavoro.

«Fino a venerdì facciamo la parte atletica poi ci prepariamo per il ritiro del 2 luglio, ricominciamo subito. E' la prima volta però va bene così, è giusto riprendere subito, non siamo a lavorare nelle cave. Il mister ci ha trasmesso questa grande cultura del lavoro ed è così che ha riacceso l'entusiasmo».

Luca Barbieri

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di Redazione web