Il Tirreno

Murolo: felice di restare qui, è una famiglia

Murolo: felice di restare qui, è una famiglia

Il forte difensore ha rinnovato il contratto e sottolinea l’importanza decisiva di un tecnico di forte umanità come Baldini

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CARRARA. «Quello del calcio è un ambiente sporco che non ti dà nulla: come ti fa vivere emozioni, così te le toglie. Baldini è diverso. Lui mi ha dato qualcosa che finora nessuno mi aveva dato, non solo come allenatore, ma come uomo. Lui porta avanti i valori della famiglia e questi sono aspetti che non trovi facilmente in questo ambiente. Baldini in questi sei mesi mi ha insegnato tanto. Tutto l'amore che ha per il calcio, lo sta trasmettendo pure a me, che ho 34 anni». È un'autentica dichiarazione di stima e affetto nei confronti di Silvio Baldini, quella che Michele Murolo (arrivato a Carrara lo scorso dicembre) fa a pochi giorni dall'inizio del pre-ritiro fissato dal tecnico (11-16 giugno). Parole che arrivano dopo il prolungamento del contratto che ha legato il forte difensore centrale alla Carrarese ancora per un anno: «E' stato tutto più semplice del previsto. Non eravamo lontani e abbiamo subito trovato l'accordo» spiega Murolo. Un rinnovo importante per l'ex Marcianise, ma anche per la Carrarese che vuole affacciarsi al prossimo campionato con grandi ambizioni. «Sono contento – continua Murolo - perché partiremo con lo zoccolo duro dell'anno scorso. Anche Luca Ricci è stato confermato e questo mi fa un enorme piacere. La squadra riparte con i vari Agyei, Foresta, Tavano, Coralli e gli altri. La squadra è già ben formata». Le dichiarazioni di Baldini, ma anche di esponenti della società – facciamo notare a Murolo - parlano chiaro: l'obbiettivo sarà vincere il campionato. «L'importante è che lo dicano loro. Personalmente preferisco non sbilanciarmi, però posso dire che voglio fare meglio dell'anno scorso. Siamo arrivati settimi, ma siamo stati anche quarti. Abbiamo fatto un girone di ritorno con dei numeri eccezionali. Ecco, io vorrei ripetere quei numeri, magari qualcosina in più, però questa volta sia all'andata che al ritorno. Vorrei arrivare a 70 punti: significherebbe che la Carrarese ha fatto qualcosa d'importante. Adesso dobbiamo preparare bene il campionato che ci aspetta, perché il cammino è ancora lungo e ci vuole ancora tempo prima di iniziare. La società sta lavorando in modo meraviglioso e noi dobbiamo prepararci, per toglierci le soddisfazioni che tutti vogliamo. Qui la società ha messo a segno il primo grande colpo con l'arrivo di Maccarone. Tanto di cappello. L'importante è che la Carrarese sia una famiglia. L'ho vissuto sulla mia pelle. In tutta la mia carriera non sono mai stato accolto come qua. Dal primo giorno, mi hanno fatto sentire subito a casa mia. In questo è stato bravo Silvio Baldini. A chi non lo conosce, può sembrare un tipo tosto e duro. E' così, ma contemporaneamente come persona prende i tuoi problemi e si prende cura di te. Una persona buonissima. Baldini va oltre il giocatore; lui guarda anche l'aspetto umano delle persone e come allenatore sicuramente non c’entra niente con questa categoria. Lui è stato bravo a costruire una cosa meravigliosa, attraverso i rapporti umani e col gruppo. Il mister non guarda in faccia a nessuno. Prima di tutto viene il gruppo e viene l'essere umano. Non è importante come ti chiami. Se sei bravo, giochi, se sei in forma, giochi. Se non stai bene, ti siedi in panchina, come ci siamo seduti tutti».

Parole, queste, che colpiscono doppiamente, perché vengono da un calciatore esperto con 15 anni di carriera alle spalle. «Tutti mi parlano dei mesi che ho fatto qui, di come mi sia rimesso in gioco, di come abbia fatto bene, di come la Carrarese sia seguita. L'elogio va fatto soprattutto a Baldini. Lui piano piano mi ha fatto tornare in forma. Il mister fa dei tipi di lavoro che aiutano a stare bene. Però preferisco parlare del Baldini non allenatore, del Baldini uomo. Come uomo posso dire che con questo mondo lui non c’entra nulla, e, se Baldini è rimasto lontano dal campo per sei anni, c'è un motivo: è troppo buono dentro. Con Baldini bisogna tenere ritmi altissimi. Non è facile fare due allenamenti al giorno, ma non è mai stato un peso per noi. Non mi sono mai allenato così duramente come con lui, ma è un piacere allenarsi e stare insieme. Qui ogni giorno ti porti dietro qualcosa di nuovo, sia sotto l'aspetto umano che tecnico. Ad esempio vedere Tavano che a 39 anni si allena ancora con tanto entusiasmo è impressionante. Sapete – continua Murolo – non ho peli sulla lingua. Anch'io come Baldini non le mando a dire. Non faccio tanti giri di parole. Io una cosa la dico come va e tante volte questo l'ho pagato sulla mia pelle, perché sono molto impulsivo. Ecco, non è mio costume fare elogi agli allenatori, ma quello che sto dicendo di mister Baldini lo pensano tutti. Mette sempre la famiglia al primo posto. Anch'io vivo questi stessi valori, ma lui mi ha trasmesso una cosa incredibile. Ogni domenica ci dà una carica indescrivibile. Lui è un grande motivatore e soprattutto insegna calcio. Sono contento di rimanere un altro anno insieme a lui, sperando, alla fine, di piangere di soddisfazione, e non per l'uscita da qualcosa, con l'augurio di vincere questo campionato e fare qualcosa d'importante. La piazza e la città lo meritano, perché i sacrifici che facciamo sono tanti ed è bello essere ripagati».

Luca Santoni

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di Redazione web