Il Tirreno

Colpo di scena saltata la cessione al gruppo Ruggeri

Colpo di scena saltata la cessione al gruppo Ruggeri

Quando ormai tutto sembrava filare liscio sono arrivati nuovi ostacoli: e ora, è tutto incerto

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MASSA. Niente da fare, il banco è saltato. Nuovo clamoroso colpo di scena nella trattativa per la cessione della Massese che resta ancora nelle mani di Giorgio Turba. Improvvisamente, quando ormai sembrava mancasse solo l'ufficialità, il passaggio di proprietà al gruppo di imprenditori del nord Italia è saltato riportando il sodalizio bianconero all'interno di un limbo dal quale non sembra riuscire ad uscire in modo definitivo. Ora che tutto è andato a ramengo, è emersa anche l'identità di chi stava per succedere a Giorgio Turba: la trattativa aveva messo dinanzi l'attuale dirigenza zebrata al gruppo Ruggeri, titolare della Ipm, impresa di Brescia (nello specifico di Pontevico) specializzata nello smaltimento delle materie plastiche operante nel settore da 25 anni e nata dalla ramificazione del gruppo Ruggeri. In particolare, ad uscire allo scopetto è stato Alberto Ruggeri, fratello di Massimiliano, che nei giorni scorsi si era incontrato direttamente con i dirigenti apuani assieme a Michele Ciccone, che ha appena concluso la sua esperienza a Carrara come direttore sportivo e che ha fatto da trait d'union tra le parti.

Secondo quanto emerso e ammesso dallo stesso Ciccone nell'intervista qui sotto, l'ex ds della Carrarese era stato scelto da Ruggeri come nuovo direttore sportivo della Massese, primo tassello del nuovo staff deputato a costruire la squadra. Filtrava un certo ottimismo per una chiusura felice della trattativa con gli acquirenti che si erano presi un paio di giorni di tempo per fare le ultime riflessioni e dare il definitivo via libera all'atto notarile. Poi il colpo di scena: la famiglia Ruggeri che si ritira per cause tutte da capire e riconducibili, sempre secondo quanto dichiarato da Ciccone, a dei motivi collaterali rispetto alla vera e propria trattativa.

E ora che succederà? Bella domanda, dinanzi ad un nuovo scenario ricco di incertezza e poco interpretabile. Nella frenesia generale ieri mattina si era parlato anche di una cessione lampo della Massese ad un altro gruppo, voci che però non hanno trovato alcun riscontro nel corso della giornata collocandosi tra le fake news che sono tanto di moda e che con la Massese hanno trovato terra fertile ove proliferare.

Prima dell'accelerata con il gruppo Ruggeri, la Massese era stata avvicinata anche da un paio di cordate che, tuttavia, sono poi svanite senza colpo ferire. È probabile, possibile che Turba abbia in corso altri contatti che nelle prossime ore prendano vigore ora che la società non è stata ceduta, ma questo ragionamento è solo ipotetico visto che dalla stessa dirigenza bianconera non sono arrivati commenti di sorta. Che ci sia smarrimento all'interno della piazza, questo è fuor di dubbio, mentre il tempo è tornato ad essere nemico implacabile. Sembrava davvero la volta buona per il passaggio di proprietà ma ancora una volta, tutto è andato a farsi benedire. Ora l'attenzione della città si sposterà verso le elezioni amministrative di domani che, con tutta probabilità, avranno la coda del ballottaggio. In questo quadro, il futuro della Massese somiglia ad un libro chiuso a chiave con un lucchetto che può essere sbloccato solo con la combinazione. Pensare che spunti improvvisamente qualcuno della zona per farsi carico della Massese del prossimo futuro non è immaginabile giacché l'indifferenza è regnata sovrana sino ad ora. Turba non ci pensa proprio a tornare sulla sua decisione di lasciare e allora chissà che davvero l'imprenditore del settore lapideo non decida di iscriverla al prossimo campionato e di lasciarla nelle mani dei tifosi, con la speranza che qualche anima pia si svegli.

Alessandro Tabarrani

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di Redazione web