Il dolore
Cessione: Turba decide a chi vendere
Da una parte si festeggiano i tempi d'oro, dall'altra si aspettano novità per sapere cosa ne sarà della società Massese. Un sodalizio che si avvia a festeggiare i cento anni di vita ma con ancora...
Da una parte si festeggiano i tempi d'oro, dall'altra si aspettano novità per sapere cosa ne sarà della società Massese. Un sodalizio che si avvia a festeggiare i cento anni di vita ma con ancora tanti, troppi punti interrogativi che aleggiano sul suo prossimo futuro dopo che il presidente, Giorgio Turba ha deciso di lasciare il timone. Già, ma in mano a chi ? Ogni giorno sembra essere quello buono per avere delle novità definitive sul passaggio societario, salvo poi rimanere con un pugno di mosche in mano e sperare che il giorno successivo sia quello dell'annuncio, dei programmi, della cosa fatta. Macché, tutto continua ad essere celato da una coltre umida e nebbiosa che impedisce di saperne di più, mettendo a dura prova scorza e fibre, aumentando lo scoramento di una piazza che, invece, avrebbe un disperato bisogno di sapere e di sognare.
Che si lavori alla cessione è fuor di dubbio. Che si riesca a capire chi veramente ci sia dietro, altrettanto. E allora meglio aspettare anziché azzardare nomi, cordate e futuri scenari che, tanto, sistematicamente vengono smentiti evaporando velocemente, tanto quanto la situazione resta fluida, liquida. Stucchevole sarebbe ridare fiato a trombe sfiatate e incrostate tirando lì i soliti nomi (o nomi nuovi tanto per riempire ancor di più un calderone surriscaldato) che vanno e vengono e che, probabilmente, esistono, ci mancherebbe. «Vorrei chiudere entro lunedì, notaio permettendo», aveva dichiarato Giorgio Turba nei giorni scorsi dinanzi a un nutrito gruppo di tifosi durante l'assemblea organizzata per salutare la piazza. Siamo arrivati a domenica, che sia domani il giorno della svolta? Lecito dubitarne. (a.t.)
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