Gioco
La Massese alle prese con tre cordate
La dirigenza apuana deve decidere a chi consegnare la società nel centenario
MASSA. Lo si è detto e scritto tante volte: questa è la settimana decisiva per la Massese. E alla fine non è mai successo nulla. Né quest’anno né negli anni passati, anzi negli anni passati era Giorgio Turba che a un certo punto tornava sui suoi passi e decideva di restare al timone della squadra apuana. Stavolta, dicono quelli che gli sono vicino, non sarà così. Ma se deve cambiare proprietà è bene che avvenga nel minor tempo possibile, questo è il periodo dove si costruiscono le squadre che hanno ambizioni. Se quello del centenario deve essere un altro campionato interlocutorio è bene dirlo ora, altrimenti si creano aspettative che verranno deluse. Come succede troppo spesso. Almeno a Massa.
A quanto si dice la dirigenza bianconera sta valutando le proposte avanzate dalle cordate interessate all'acquisto della società, in primis quella tosco calabrese e, a ruota, quella del gruppo lombardo. Sul tavolo anche l'approccio di una terza cordata che resta sullo sfondo avvolta da una fitta coltre nebbiosa. Finora però nessuna delle proposte avanzate dalle varie cordate avrebbe convinto fino in fondo il presidente, che, da parte sua, vorrebbe accelerare i tempi a condizione che gli eventuali acquirenti possano garantire un futuro stabile allo storico sodalizio che si avvia a festeggiare il centenario. Condizioni che, al momento, non ci sono o ci sarebbero solo in parte (e la differenza è quasi impercettibile).
Intanto una delegazione di tifosi bianconeri ha contattato lo stesso Turba per convincerlo a ritornare sui suoi passi, restando alla guida della Massese. Turba dato una disponibilità di massima a ripensarci, a patto però che la città mostri almeno un minimo di interesse verso lo storico sodalizio, aiutandolo nel portare avanti la causa bianconera o attraverso delle sponsorizzazioni o, meglio ancora, l'ingresso direttamente nella compagine societaria. In effetti, sinora, in tutta la vicenda della cessione societaria, il fatto più triste (o la nota stonata che dir si voglia), è rappresentato dalla totale assenza di interesse mostrata dal tessuto produttivo locale che ha lasciato campo libero a imprenditori estranei al capoluogo apuano e alla provincia apuana di farsi largo per provare a prendere la Massese, peraltro, al momento, con scarsi risultati.
Insomma alla fine il film potrebbe essere sempre il solito e non è detto che non sia questa la soluzione, alla fine, la soluzione migliore.
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