Sicurezza
«Grande gruppo, e un allenatore da altre categorie»
Parla Luciano Grassi, storico patron della Carrarese: «Ai playoff ci vuole anche fortuna, l’importante è esserci»
CARRARA. I grandi amori, si sa, non finiscono. Luciano Grassi, il presidente più longevo nella storia della Carrarese, mancava dallo stadio dei Marmi da 14 anni ed è stata una piacevole sorpresa per tutti rivederlo in tribuna contro Piacenza e Gavorrano. Quella di Grassi per la Carrarese è stata una passione viscerale, conclusa a suo tempo con uno strappo amaro, ma finalmente dopo tanto tempo l'amore per questa squadra ha prevalso. «Sono stati bravi i dirigenti», ha detto ieri al telefono l'ex patron, ai vertici di piazza Vittorio Veneto dal 1985 fino al 2002. «Mi hanno fatto la corte come ad una bella donna ed ho ceduto. Li ringrazio, perché ho vissuto queste ultime due partite con l'entusiasmo di una volta. Credo anche di avere portato fortuna. La squadra va bene e l'allenatore è bravo. Ci sono tutte le premesse per fare bene, anche se devo riconoscere che ai miei tempi la Serie C era tutta un'altra categoria. Erano tanti anni che non vedevo più partite. Avevo ripreso dall'anno scorso e la categoria è molto scaduta rispetto ad una volta. Mi ha colpito l'entusiasmo che ho rivisto allo stadio. Anche nei dirigenti ho visto un grande entusiasmo e con un allenatore da categorie superiori come Baldini poi possono fare tante cose». Cosa ha provato a tornare allo stadio? «La grande emozione che ho provato all'inizio è subito passata. Una volta che è iniziata la partita, ho dimenticato tutto e mi sono concentrato sulla gara. Ero circondato da persone che mi conoscono e mi sono trovato a mio agio». Chi l'ha convinta a tornare? «I dirigenti del Gruppo Marmo. Il mondo del lapideo fin dall'inizio aveva provato a coinvolgermi, ma io non me l'ero sentita. Alla fine mi hanno preso per stanchezza e ho dovuto cedere. Non faccio nomi, ma mi sono addirittura saliti in macchina, mentre ero fermo al semaforo. Mi hanno detto: “Oggi devi venire con noi. Ti veniamo a prendere a casa”. A quel punto ho accettato e sono venuto contro il Piacenza».
Quindi la rivedremo anche alla prossima gara casalinga contro la Pistoiese? «Penso di sì. Se porto fortuna, può darsi che vada anche a Pontedera».
C'è la possibilità che assuma qualche ruolo ufficiale? «No. Non ne ho mai parlato, anche se sono sempre disposto a dare consigli. Credo che mi abbiano cercato in passato, ma la mia famiglia non voleva che mi facessi convincere. Questa dirigenza è stata attiva nei miei confronti, poi Baldini è mio amico».
A proposito di Baldini. Da quando è tornato, il tecnico ha sempre mantenuto molto alta l'asticella degli obiettivi. Effettivamente adesso la Carrarese può giocarsi qualcosa d'importante. «Silvio si è sbilanciato molto, ma d'altra parte un allenatore come lui non poteva venire a Carrara e accontentarsi. Baldini aveva bisogno di una società che gli mettesse a disposizione qualsiasi cosa e lui ha rinunciato pure allo stipendio, pur di avere una squadra competitiva». Cosa ne pensa dei giocatori che ha visto in campo? «Coralli è un generoso e si butta su tutte le palle. Mi ha impressionato Agyei. Cala un po' nel secondo tempo, ma fa chilometri e chilometri. In tutte le parti del campo esce fuori lui. Ho visto bene anche Biasci e Bentivegna. Manca un buon regista in mezzo. Sicuramente Baldini è riuscito a creare un gruppo e questo è importantissimo, così come è riuscito a rilanciare Tavano. Anche fisicamente la squadra sta bene. Quest'anno la Carrarese raggiungerà i play-off: è un sogno che si avvera. I sogni a volte finiscono bene, altre volte male. L'importante è andarci, poi dopo ci vuole un po' di fortuna», conclude Luciano Grassi.
Luca Santoni
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