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Carrarese, mister Baldini insiste: vogliamo la serie A

Carrarese, mister Baldini insiste: vogliamo la serie A

«Non lo dico da ora solo perché abbiamo vinto a Pisa» 

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CARRARA. Silvio Baldini torna a parlare al termine di una settimana degna delle migliori montagne russe. Alla fine il bilancio è ottimo con 6 punti conquistati in tre gare e una super reazione dopo Alessandria. Resta poi una prestazione di Pisa da incorniciare. Quella probabilmente per intensità, personalità e qualità è la più bella partita giocata in trasferta dalla Carrarese negli ultimi anni.

«Vuol che questi ragazzi sono bravi, che hanno lavorato bene e meritano queste soddisfazioni», commenta il tecnico azzurro.

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Hanno impressionato la corsa, la grinta e il cuore della sua squadra. Non era facile tre giorni dopo il 5-0 di Alessandria e anche perché era la terza partita in una settimana.

«Questa è la dimostrazione che ci alleniamo bene. E' bastato ripartire. Tutto quello che hanno fatto i ragazzi, se lo sono ritrovato».

All'Arena grandissimo lavoro del pacchetto offensivo: in primis Coralli e subito dietro i trequartisti Tortori, Foresta e Cais. Hanno eretto una gabbia incredibile intorno ai giocatori avversari.

«Proprio quello che volevamo. Anche contro l'Alessandria avevamo preparato una partita di questo tipo, ma non ci siamo riusciti. Non possiamo dire che quando va bene, l'avevamo preparata, e quando va male, non avevamo preparato niente. Avevamo preparato le stese cose. A Pisa c'è stato un approccio, direi, feroce da parte della squadra nel voler fare risultato, mentre martedì c'è stato un approccio soft. Quando fai un approccio soft contro squadre forti, succede quello che avete visto ad Alessandria. Bisogna mettere ferocia in quello che fai. Uso il termine “ferocia” per far capire il concetto. Devi dare più di quello che hai, allora puoi fare cose impensabili, com'è accaduto a Pisa: essere padroni di campo dal 1' al 95'. Noi abbiamo raddoppiato, andando a cercare il gol – sottolinea Baldini – non abbiamo raddoppiato, difendendoci. Il nostro gol al 92' non è arrivato per fortuna, ma un gol che siamo andati a cercarci, perché volevamo difenderci, attaccando».

Lo 0-2 di Pisa è una dimostrazione di forza che toglie ogni dubbio riguardo il peso di questa Carrarese sulla classifica ed sul campionato. Ormai siete una realtà del torneo e nessuno può negarlo. Lei dal primo giorno ha sempre prospettato obbiettivi importanti, però anche i più dubbiosi adesso non possono nasconderlo.

«Noi non ci siamo mai nascosti. Io volevo vincere anche quando sono andato in ritiro coi ragazzi della Berretti. Non mi interessa quello che dicono gli altri. Sono venuto alla Carrarese, perché la voglio portare prima in B e poi in A: se ci riesco sono felice, se non ci riesco, ho messo comunque tutto me stesso. Io non cerco mai di sfuggire di fronte alle responsabilità, né devo giustificare niente. Io lo faccio gratis, perché ci metto la mia passione. Sono venuto per portare la Carrarese in Serie A. Non abbiamo certo scoperto le carte ora, perché abbiamo vinto a Pisa. È dall'inizio che dico di voler fare qualcosa d'importante. Anche se avessi perso a Pisa, avrei continuato a dire queste cose».

Lei l'hai sempre detto, ma intorno alla Carrarese non tutti ci credevano all'inizio.

«Il problema è che se si pensa a quello che pensano gli altri, poi non si va da nessuna parte. Nella vita bisogna raggiungere i propri traguardi e per raggiungerli ci sono tantissime difficoltà. Noi abbiamo perso 5-0 ad Alessandria, ma non ho pensato che il nostro campionato fosse finito, così come ora, dopo la vittoria di Pisa, non credo certo che giovedì sarà una passeggiata. So che contro il Piacenza dovremo essere feroci come sabato, altrimenti rischieremo di perdere. I ragazzi devono sapere di dover dare sempre tutto quello che hanno, altrimenti rischiamo di perdere contro chiunque. A dirla tutta, mi piacerebbe rigiocare contro l'Alessandria. L'orgoglio è quello di poterli incontrare nuovamente ai play-off».

Che corde ha toccato nella testa dei giocatori dopo la cinquina di Alessandria?

«Abbiamo parlato fra noi. Abbiamo detto che ci credevamo, che siamo una squadra in grado di giocarsela con chiunque. Siamo entrati nella nostra anima, cercando i motivi del perché a volte si vince e altre volte si perde. Non è stato un esame leggerino e non è cambiato tutto con un allenamento. Ci siamo messi lì e abbiamo cercato dentro noi stessi gli strumenti per confrontarci e tirare fuori questa forza che ci ha permesso di vincere a Pisa».

Per i tanti tifosi presenti All'Arena Garibaldi, quella è una serata che rimarrà nell'album dei ricordi. Indipendentemente da cosa accadrà da qui fino alla fine della stagione, rimane una pagina bellissima nella storia della Carrarese.

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«Noi siamo contenti di averla scritta. Sicuramente se abbiamo vinto dopo poco tempo da Alessandria, una grossa mano ce l'ha data il pubblico. Dopo il 5-0 ci hanno chiamato sotto la curva a cantare con loro. Lo striscione esposto allo stadio ci ha toccato molto: “Non c'è sconfitta nel cuore di chi lotta”. Il pubblico di Carrara ci ha sempre sostenuto, perché ha capito che noi lottiamo. Questo è un patrimonio da non perdere, perché è una cosa troppo importante per chi gioca a calcio».

Luca Santoni
 

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