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Un girone equilibrato, ma la Massese fa fatica

Un girone equilibrato, ma la Massese fa fatica

Il pari con la Lavagnese fa crescere i rimpianti per una stagione deludente Mancano dieci match alla fine del campionato, la rimonta è difficile

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MASSA . Aumentano i rimpianti dopo il pareggio casalingo con la Lavagnese anche alla luce di quanto sta avvenendo negli altri gironi della serie D. Il girone E, quello della Massese, al momento risulta essere il più equilibrato ma anche il più scarso, il più facile nella lotta al vertice essendo la capolista attuale, Sanremo quella con il punteggio più basso, una occasione per la promozione quindi irripetibile. Dunque se analizziamo anche soltanto le ultime tre gare, con Ponsacco, Seravezza e Lavagnese su nove punti in palio la Massese ne ha raccolto soltanto due, se le avesse vinte tutte come da pronostico la squadra sarebbe soltanto a cinque punti dal Sanremo e domenica c'è lo scontro diretto. Cosi, solo per la statistica, poi le cose sono andate diversamente e bisogna continuare mettendo a frutto l'esperienza maturata.

Mancano dieci partite al termine, la squadra sembra, in teoria ma anche secondo il passato ed il valore dei giocatori, in grado di migliorare sia nei risultati che nella classifica. Ma prima di passare al “futuro” bisogna guardare ancora una volta la prova con la Lavagnese: la partita era iniziata benissimo, sembrava la svolta e con un Remorini rigenerato, c'è stato il vantaggio e la possibilità di segnare ancora, poi alla prima occasione degli ospiti la difesa ha pagato, errore in uscita e deviazione a porta vuota.

Il mister, che finalmente vista la sospensione del silenzio stampo ha potuto rivedere i giornalisti “dal vivo”, ha parlato di miglioramenti nel gioco e ancora della mancanza in fase conclusiva. Il centrocampo è leggermente migliorato ma deve giostrare di più. Molti infatti i lanci lunghi a saltarlo che però se non sono illuminanti diventano calamitati dai difensori avversari che li vedono arrivare ed hanno la possibilità di intervenire, in questo caso il vantaggio dei difensori è evidente perchè devono solo impedire agli attaccanti di ricevere, basta intervenire e rinviare mentre l'attaccante dovrebbe anche controllare e girarsi.

Perciò serve arrivare nell'area avversaria attraverso il gioco, triangoli (una volta un giocatore famoso disse che il gioco del calcio è soltanto questione di triangoli esatti) o fughe sulle fasce, ed in questo momento mister Magrini ha detto che dovrà lavorare molto proprio sulle corsie.

Aldo Antola

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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