Il Tirreno

Fonteviva, i playout sono già in salita

Fonteviva, i playout sono già in salita

Brutta sconfitta contro Bolzano nonostante gli innesti. Situazione difficile

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MASSA . Una sconfitta che pesa e che apre nel peggiore dei modi la seconda fase di campionato. La Fonteviva torna da Bolzano senza punti in tasca e, soprattutto, a meno quattro dalle immediate concorrenti per la salvezza. Poco da salvare, insomma, dalla trasferta in Alto Adige dal punto di vista dei numeri e della classifica. Qualcosa di positivo, sforzandosi di vedere comunque il bicchiere mezzo pieno, lo si può invece trovare nella prestazione dei ragazzi di Mosca. La Fonteviva ha lottato ed ha dimostrato carattere nel mettere in discussione fino all’ultimo pallone ognuno dei tre set disputati. Non era facile affrontare l’attacco di Bolzano e non è un caso se alla fine a pesare sono stati i punti di Giannotti, sempre puntuale nelle fasi calde del match, ma anche di Galabinov e Ristic.

Non era facile anche perché l’indisponibilità di Leoni ha costretto Mosca ad accelerare l’inserimento del nuovo regista. Dolgopolov, giunto in Toscana da meno di una settimana, ha fatto vedere buone cose ed ha cercato di guidare al meglio la squadra. Certo che la conoscenza con i compagni non è e non può essere ancora perfetta e questo lo si è visto in diverse situazioni. Ma visto che Leoni starà fuori per un po’ bisogna accelerare i tempi del suo inserimento, unica speranza per evitare una retrocessione che si sta materializzando sempre più. Partita dopo partita, sconfitta dopo sconfitta.

I numeri della trasferta di Bolzano raccontano di una squadra che ha cercato di sbagliare poco al servizio ma che nel far questo ha concesso una ricezione quasi sempre facile agli avversari e quindi una ricostruzione comoda a Quartarone. Il regista di Bolzano con percentuali di ricezione positiva sempre sopra il 50% (52%, 60% ed addirittura 86% nel terzo) non ha avuto quindi difficoltà a trovare le uscite offensive migliori. Dall’altro lato, invece, Massa ha faticato non poco nel mettere palla a terra (solo Cuk ha finito in doppia cifra) e, se a questo aggiungiamo un muro che ha toccato poco ed una difesa che raramente ha tirato su palloni di qualità, ecco che si spiega meglio il successo degli altoatesini. (n.m.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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