Portuale, Cristiani presenta dimissioni
Il neo presidente della squadra marinella protesta per il campo dei Pini
2 MINUTI DI LETTURA
MARINA DI CARRARA . Fulmine a ciel sereno per chi è fuori dalla società "ex marinella" ma probabilmente niente di nuovo per chi è all'interno dell'ambiente. Il presidente Gino Cristiani, subentrato all'ex Armando Ferretti a inizio stagione, non ne può più di non essere ascoltato e, dopo le lodi alla propria squadra per l'importante vittoria di ieri sul Poggibonsi, si sfoga e decide di rassegnare le dimissioni, in protesta contro l'amministrazione comunale di Carrara. Il motivo, neanche a dirlo è il campo dei Pini a Marina di Carrara, tallone d'Achille di questa Portuale che da molti anni ormai è nomade e ospite delle altre società (prima San Marco Avenza e ora Aullese). Al suo arrivo in casa Portuale si dichiarò molto fiducioso per il progetto, tanto da affermare con ottimismo che, visto l'interesse da parte del Comune, probabilmente il nuovo sintetico sarebbe stato pronto per fine anno, con priorità di costruire un centro sportivo d'avanguardia e sviluppare un importante settore giovanile.
Ma poi ovviamente così non è stato e il presidente, che ha fatto di questa causa il suo principale obiettivo, ha deciso di andarsene. Questa la dichiarazione del numero uno gialloamaranto. «Umili, piccoli ma con un grande cuore. La vittoria di ieri è il risultato della volontà e dell'impegno che mettiamo ogni giorno in allenamento. Una vittoria straordinaria, ragazzi encomiabili. Sono assolutamente contento del lavoro di mister Gassani, lo conosco da tanti anni ma non credevo che fosse così preparato e attento ad ogni dettaglio. E' un onore lavorare con lui. Voglio informare tutti che però, nonostante la mia squadra sta facendo un grande campionato, rassegno le mie dimissioni, irrevocabili. Il motivo è la chiusura nei nostri confronti da parte dell'amministrazione comunale. Sono deluso, non accetto una cosa così. Stiamo pagando le colpe altrui, nessuno ci ascolta. Cerco ogni giorno di parlare con qualcuno ma non mi hanno mai ricevuto. Continuano a dire che devono fare la manifestazione di volontà ma non si sai mai quando e se la faranno veramente. Ricordo che sono già stati versati molti soldi tramite il credito sportivo e la società Portuale ha già investito molto denaro su questo progetto ma questo sembra non interessare a nessuno. Il bando non parte, ogni giorno chiamo ma mi rispondono sempre picche, mi dicono che non sono priorità. Sono veramente indignato e per questo motivo ho deciso di andarmene, è un forte segno di protesta ma dubito che servirà a qualcosa. Stiamo facendo dei sacrifici e delle spese enormi, costretti ad allenarci e a giocare ad Aulla, abbiamo chiesto una soluzione provvisoria ma anche in questo caso porte chiuse. E' ora di farla finita». (n.m.)
Ma poi ovviamente così non è stato e il presidente, che ha fatto di questa causa il suo principale obiettivo, ha deciso di andarsene. Questa la dichiarazione del numero uno gialloamaranto. «Umili, piccoli ma con un grande cuore. La vittoria di ieri è il risultato della volontà e dell'impegno che mettiamo ogni giorno in allenamento. Una vittoria straordinaria, ragazzi encomiabili. Sono assolutamente contento del lavoro di mister Gassani, lo conosco da tanti anni ma non credevo che fosse così preparato e attento ad ogni dettaglio. E' un onore lavorare con lui. Voglio informare tutti che però, nonostante la mia squadra sta facendo un grande campionato, rassegno le mie dimissioni, irrevocabili. Il motivo è la chiusura nei nostri confronti da parte dell'amministrazione comunale. Sono deluso, non accetto una cosa così. Stiamo pagando le colpe altrui, nessuno ci ascolta. Cerco ogni giorno di parlare con qualcuno ma non mi hanno mai ricevuto. Continuano a dire che devono fare la manifestazione di volontà ma non si sai mai quando e se la faranno veramente. Ricordo che sono già stati versati molti soldi tramite il credito sportivo e la società Portuale ha già investito molto denaro su questo progetto ma questo sembra non interessare a nessuno. Il bando non parte, ogni giorno chiamo ma mi rispondono sempre picche, mi dicono che non sono priorità. Sono veramente indignato e per questo motivo ho deciso di andarmene, è un forte segno di protesta ma dubito che servirà a qualcosa. Stiamo facendo dei sacrifici e delle spese enormi, costretti ad allenarci e a giocare ad Aulla, abbiamo chiesto una soluzione provvisoria ma anche in questo caso porte chiuse. E' ora di farla finita». (n.m.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
