Sicurezza
«A Turba diciamo grazie, serve programmazione»
La Legione Cybea spiega i motivi della contestazione alla squadra dopo il pareggio «Il presidente ha salvato la Massese dal fallimento, ma noi vogliamo di più»
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MASSA . Tre punti per riprendere la marcia e riportare serenità dopo la contestazione di Bagni di Lucca. Il pari di domenica contro il Ghivizzano ha acceso gli animi della tifoseria che ha incontrato il patron Giorgio Turba e l’assessore con delega allo sport, Gabriele Carioli dove gli stessi rappresentanti della tifoseria organizzata hanno chiesto un cambio di marcia per puntare con decisione al ritorno in serie C. Un faccia a faccia durato circa due ore e a tratti vivace, nel quale la tifoseria sarebbe stata rassicurata dalla stessa dirigenza zebrata sulla volontà di voler puntare al salto di categoria, tanto da avere pronte delle risorse per rafforzare la squadra nella finestra invernale di mercato che si aprirà a dicembre.
La Legione Cybea ha scritto una lettera per chiarire la sua posizione: «Non facciamo un comunicato da circa 10 anni. Abbiamo sempre sostenuto la maglia, in casa e in trasferta, tenendoci lontano da giornali, giornalisti e riflettori. Dopo i fatti degli ultimi giorni che ci hanno visto partecipi in prima persona, ci sembra doveroso dire la nostra sull'attuale gestione della nostra amata Massese. Poche righe, concetti chiari. A Giorgio Turba riconosciamo di aver rilevato la Massese dal fallimento del 2009 e di aver così salvato storia e titolo sportivo. Gesto che rimarrà nella mente e nel cuore di ogni tifoso bianconero. Altro elemento in merito al quale nulla si può recriminare alla gestione Turba, riguarda sicuramente l'aspetto societario dal punto di vista economico. In questi anni ha sempre mantenuto il bilancio sano, senza debiti, senza alcun rischio di crac finanziario che anni addietro abbiamo amaramente vissuto sulla nostra pelle. Detto questo, tutto il resto della gestione negli ultimi anni si è rilevata decisamente fallimentare. Nessun programma serio costruito nel susseguirsi delle stagioni, organici societari costituiti tutt'altro che da professionisti, vera e propria latitanza dal punto di vista organizzativo per quanto riguarda iniziative volte a creare entusiasmo ed avvicinare tifosi. La misura ormai è colma. D'ora in avanti non accetteremo più la mediocrità che a nostro parere si è protratta fin troppo a lungo. Conquistare la promozione è l'obiettivo che chiediamo di raggiungere a questa dirigenza... senza se, senza ma. Il bene della Massese prima di tutto e tutti».
Alessandro Tabarrani
La Legione Cybea ha scritto una lettera per chiarire la sua posizione: «Non facciamo un comunicato da circa 10 anni. Abbiamo sempre sostenuto la maglia, in casa e in trasferta, tenendoci lontano da giornali, giornalisti e riflettori. Dopo i fatti degli ultimi giorni che ci hanno visto partecipi in prima persona, ci sembra doveroso dire la nostra sull'attuale gestione della nostra amata Massese. Poche righe, concetti chiari. A Giorgio Turba riconosciamo di aver rilevato la Massese dal fallimento del 2009 e di aver così salvato storia e titolo sportivo. Gesto che rimarrà nella mente e nel cuore di ogni tifoso bianconero. Altro elemento in merito al quale nulla si può recriminare alla gestione Turba, riguarda sicuramente l'aspetto societario dal punto di vista economico. In questi anni ha sempre mantenuto il bilancio sano, senza debiti, senza alcun rischio di crac finanziario che anni addietro abbiamo amaramente vissuto sulla nostra pelle. Detto questo, tutto il resto della gestione negli ultimi anni si è rilevata decisamente fallimentare. Nessun programma serio costruito nel susseguirsi delle stagioni, organici societari costituiti tutt'altro che da professionisti, vera e propria latitanza dal punto di vista organizzativo per quanto riguarda iniziative volte a creare entusiasmo ed avvicinare tifosi. La misura ormai è colma. D'ora in avanti non accetteremo più la mediocrità che a nostro parere si è protratta fin troppo a lungo. Conquistare la promozione è l'obiettivo che chiediamo di raggiungere a questa dirigenza... senza se, senza ma. Il bene della Massese prima di tutto e tutti».
Alessandro Tabarrani
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