Gioco
il dodicesimo uomo in campo
Il fattore ultrà: oltre 200 i tifosi in trasferta contro il Prato
CARRARA. Sarà l'effetto Baldini, sarà che dopo tanti anni difficili la Carrarese quest'anno torna ad avere una prospettiva di campionato esaltante. Sarà anche che la tessera del tifoso non è più...
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CARRARA. Sarà l'effetto Baldini, sarà che dopo tanti anni difficili la Carrarese quest'anno torna ad avere una prospettiva di campionato esaltante. Sarà anche che la tessera del tifoso non è più necessaria per le trasferte oppure perché il derby contro il Prato è una partita sentita. Sta di fatto che mercoledì sera è tornato a vedersi il "vero" pubblico di Carrara.
Oltre 200 tifosi al seguito della squadra, in una gara infrasettimanale, e dopo due partite difficili, nessuno se lo sarebbe immaginato. Invece al Mannucci di Pontedera è accaduto. È tornato il tifo di Carrara. Quel tifo capace di spingere le squadre, negli anni, ad uscire dalla lotteria infernale dei playout o spingerle alla promozione. Quel tifo capace di muovere pullman e auto per gare improbabili in posti altrettanto improbabili.
E poi un tifo unito, compatto, che ha sostenuto la squadra dal primo all'ultimo minuto. Per molti tratti della partita sembrava di giocare al Dei Marmi e non in trasferta. Merito di una tifoseria che ha sfoderato la vecchia tempra e determinazione che non è mai venuta meno anche in questi anni così difficili. E la squadra ha ringraziato gli ultrà. A fine partita giocatori sotto il settore ospiti: il lancio delle maglie e l'applauso della squadra verso la tifoseria è stato il ringraziamento verso un tifo che si è dimostrato al pari dei sogni di un gruppo che si candida ad essere l'outsider del campionato. (l.b.)
Oltre 200 tifosi al seguito della squadra, in una gara infrasettimanale, e dopo due partite difficili, nessuno se lo sarebbe immaginato. Invece al Mannucci di Pontedera è accaduto. È tornato il tifo di Carrara. Quel tifo capace di spingere le squadre, negli anni, ad uscire dalla lotteria infernale dei playout o spingerle alla promozione. Quel tifo capace di muovere pullman e auto per gare improbabili in posti altrettanto improbabili.
E poi un tifo unito, compatto, che ha sostenuto la squadra dal primo all'ultimo minuto. Per molti tratti della partita sembrava di giocare al Dei Marmi e non in trasferta. Merito di una tifoseria che ha sfoderato la vecchia tempra e determinazione che non è mai venuta meno anche in questi anni così difficili. E la squadra ha ringraziato gli ultrà. A fine partita giocatori sotto il settore ospiti: il lancio delle maglie e l'applauso della squadra verso la tifoseria è stato il ringraziamento verso un tifo che si è dimostrato al pari dei sogni di un gruppo che si candida ad essere l'outsider del campionato. (l.b.)
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