Il dolore
Baldini: «Una vittoria che ci riempie d’orgoglio»
di Luca Signorini
Parla il tecnico della Carrarese: «Vogliamo cullare un sogno, giocare sulle nostre emozioni e passioni»
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CARRARA. «A Claudio Coralli ho detto: se vinciamo andiamo a funghi. Poi non siamo andati perché a lui fa un po’ male un adduttore. Però in partita come correva veloce, non l’ho mai visto correre così veloce». La Carrarese ha la faccia del suo tecnico, Silvio Baldini. E pure lo spirito, sano e battagliero.
Mister, si aspettava una vittoria così larga dopo due sconfitte di fila (4-0 a Monza e 2-1 allo stadio dei Marmi con il Siena)? «Io non mi aspettavo le due sconfitte, più che questi tre punti. A Monza per 40 minuti abbiamo dominato il campo, poi un episodio ci ha fatto prendere gol e da lì ci siamo sciolti. Con il Siena non riesco ancora a capire come siamo riusciti a perderla, basta contare quanti tiri in porta hanno fatto gli avversari. L’avessimo rigiocata mille volte non avremmo mai perso. E anche ieri sera (mercoledì, ndr) quando eravamo sul 1-0 per il Prato, ho fatto una riflessione: ma perché il destino si accanisce contro di noi?».
Vabbé, poi è andata piuttosto bene... «La vittoria è stata un premio per l’impegno e la passione che noi, tutti i giocatori e i tifosi mettono ogni giorno. È una cosa che ti riempie d’orgoglio. Noi vogliamo giocare sulle nostre emozioni, il resto non ci interessa, quelle cose che hanno spinto l’uomo a lottare per la pace, per l’uguaglianza, per i diritti, per il lavoro. Vogliamo cullare un sogno, senza dare lezioni agli altri, vogliamo superare i nostri limiti. Nessuno può mettere in discussione la nostra passione».
Anche i tifosi hanno capito questo spirito, su quali valori credono Baldini e la Carrarese. «A Pontedera, un mercoledì sera, c’erano 300 persone venute da Carrara a seguire la squadra. Penso che da decenni non si vedeva un numero del genere di tifosi in trasferta. Giocatori e tifosi non mollano, il calcio è fatto di valori, quei valori che hanno le persone comuni. Noi con la nostra passione vogliamo scalare la montagna, forse qualcuno ci vuole negare questo sogno, ma noi non abbiamo paura».
D’accordo la passione e le emozioni, ma poi ci vogliono le scelte e la bravura dell’allenatore e dei giocatori. Per esempio l’ingresso in campo di Coralli e Bentivegna ha cambiato la partita con il Prato. «Io penso che la Carrarese abbia un’intera rosa di titolari, con nessuna riserva. Qualcuno certo ha avuto meno spazio in questo inizio di stagione, anche perché giochiamo in undici, ma nelle prossime settimane e in futuro tutti saranno importanti. Prendo ad esempio Tiziano Andrei (difensore classe ’98, ndr), che è il ragazzo che ha giocato meno fino ad ora: lui tra cinque anni sarà il capitano della Carrarese».
Mister Baldini, anche domenica 15 ottobre in casa della Giana Erminio sarà in tribuna per la seconda giornata di squalifica. Le manca stare seduto in panchina? «Non me ne frega niente, non è importante che io sia in panchina. L’importante è che i ragazzi vincano le partite. E tra l’altro Maurizio Antenucci (il viceallenatore, ndr)è bravissimo, siamo comunque in buone mani. Poi con l’adrenalina che ho addosso non so quanto durerei in panchina».
Mister, si aspettava una vittoria così larga dopo due sconfitte di fila (4-0 a Monza e 2-1 allo stadio dei Marmi con il Siena)? «Io non mi aspettavo le due sconfitte, più che questi tre punti. A Monza per 40 minuti abbiamo dominato il campo, poi un episodio ci ha fatto prendere gol e da lì ci siamo sciolti. Con il Siena non riesco ancora a capire come siamo riusciti a perderla, basta contare quanti tiri in porta hanno fatto gli avversari. L’avessimo rigiocata mille volte non avremmo mai perso. E anche ieri sera (mercoledì, ndr) quando eravamo sul 1-0 per il Prato, ho fatto una riflessione: ma perché il destino si accanisce contro di noi?».
Vabbé, poi è andata piuttosto bene... «La vittoria è stata un premio per l’impegno e la passione che noi, tutti i giocatori e i tifosi mettono ogni giorno. È una cosa che ti riempie d’orgoglio. Noi vogliamo giocare sulle nostre emozioni, il resto non ci interessa, quelle cose che hanno spinto l’uomo a lottare per la pace, per l’uguaglianza, per i diritti, per il lavoro. Vogliamo cullare un sogno, senza dare lezioni agli altri, vogliamo superare i nostri limiti. Nessuno può mettere in discussione la nostra passione».
Anche i tifosi hanno capito questo spirito, su quali valori credono Baldini e la Carrarese. «A Pontedera, un mercoledì sera, c’erano 300 persone venute da Carrara a seguire la squadra. Penso che da decenni non si vedeva un numero del genere di tifosi in trasferta. Giocatori e tifosi non mollano, il calcio è fatto di valori, quei valori che hanno le persone comuni. Noi con la nostra passione vogliamo scalare la montagna, forse qualcuno ci vuole negare questo sogno, ma noi non abbiamo paura».
D’accordo la passione e le emozioni, ma poi ci vogliono le scelte e la bravura dell’allenatore e dei giocatori. Per esempio l’ingresso in campo di Coralli e Bentivegna ha cambiato la partita con il Prato. «Io penso che la Carrarese abbia un’intera rosa di titolari, con nessuna riserva. Qualcuno certo ha avuto meno spazio in questo inizio di stagione, anche perché giochiamo in undici, ma nelle prossime settimane e in futuro tutti saranno importanti. Prendo ad esempio Tiziano Andrei (difensore classe ’98, ndr), che è il ragazzo che ha giocato meno fino ad ora: lui tra cinque anni sarà il capitano della Carrarese».
Mister Baldini, anche domenica 15 ottobre in casa della Giana Erminio sarà in tribuna per la seconda giornata di squalifica. Le manca stare seduto in panchina? «Non me ne frega niente, non è importante che io sia in panchina. L’importante è che i ragazzi vincano le partite. E tra l’altro Maurizio Antenucci (il viceallenatore, ndr)è bravissimo, siamo comunque in buone mani. Poi con l’adrenalina che ho addosso non so quanto durerei in panchina».
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