Gioco
«Sono arrivato alla fine, ma ho fatto tanta fatica»
Nicola Del Vecchio racconta la sua avventura nei 101 chilometri della CCC L’atleta della World running academy ha chiuso la gara in 16 ore e 50 minuti
3 MINUTI DI LETTURA
MASSA CARRARA. «E' stata una gara impegnativa portata a termine seppur con qualche fatica in 16 ore e 50 minuti. Solo la mia testardaggine mi ha portato a correre tutti e 101 chilometri di gara e i 6100 metri di dislivello». È ancora emozionato, nonostante sia passato qualche giorno dalla gara, Nicola Del Vecchio, atleta della World running academy, dopo che nella motte tra sabato e domenica scorsi ha terminato la sua prima CCC, competizione che percorre i sentieri che portano sul Monte Bianco. «Se penso a tre anni fa - continua -, quando ho iniziato a correre, dopo anni di inattività, per perdere qualche chilo di troppo, mi sembra un miraggio aver portato a termine una gara simile, senza contare poi le condizioni critiche nelle quali si è svolta la gara. Le discese finali erano infatti in condizioni pessime, dopo il novantesimo chilometro invece è iniziato il calvario. Temporale, principio di ipotermia e dolore enorme alla gamba sinistra. Quando mi sono iscritto, con previsioni ottimistiche avevo indicato 17 ore di tempo, alla fine ho rispettato la previsione. Rimane però un briciolo di amarezza, ero partito per chiudere sotto le 15 ore e per i due terzi di gara ero sui tempi. Le gambe giravano, io ero concentrato, l'assistenza di mia moglie con mio babbo a seguito è stata perfetta, poi però la sorte ha girato contro. La discesa di Bovine/La jetée ho rallentato dopo due cadute, quella di Catogne è stata un supplizio, terreno scivolosissimo, nevischio e nebbia e io con gli occhiali non vedevo ad un metro. Nonostante tutto stavo bene, sono ripartito per gli ultimi 12 chilometri finali, corso fino al Col Des Montets, poi sulla salita per l'Argentere mi sono trovato immerso fino alla caviglia nell'acqua gelida, è iniziato temporale e il mio tracollo. La discesa era a dir poco impervia, poi si saliva per l'ultima volta. Nulla di trascendentale ma ero quasi in ipotermia».
Insomma, Nicola è stato davvero bravo a stringere i denti: «Ho trovato al bivacco in cima due medici che mi hanno assistito. Sono sceso con la coperta termica dopo essermi fermato quasi un'ora. Mancavano 5 km di discesa e mai e poi mai mi sarei voluto fermare. Ringrazio tutti quelli che mi hanno seguito, mi avete fatto sentire il vostro affetto, ringrazio Paolo per seguirmi in ogni fase del mio allenamento, ma soprattutto ringrazio la mia famiglia, senza di loro tutto questo non sarebbe possibile. Diana e mio babbo sono stati unici, Zoe mi ha registrato un video indimenticabile. La mia prima 100 chilometri, non sarà di sicuro l'ultima. La corsa mi ha permesso di confrontarmi con i miei limiti, con la scoperta di me stesso, perché la corsa oltre ad essere un cammino in un ambiente esterno è anche un cammino interiore, e così affronterò le prossime avventure».
Insomma, Nicola è stato davvero bravo a stringere i denti: «Ho trovato al bivacco in cima due medici che mi hanno assistito. Sono sceso con la coperta termica dopo essermi fermato quasi un'ora. Mancavano 5 km di discesa e mai e poi mai mi sarei voluto fermare. Ringrazio tutti quelli che mi hanno seguito, mi avete fatto sentire il vostro affetto, ringrazio Paolo per seguirmi in ogni fase del mio allenamento, ma soprattutto ringrazio la mia famiglia, senza di loro tutto questo non sarebbe possibile. Diana e mio babbo sono stati unici, Zoe mi ha registrato un video indimenticabile. La mia prima 100 chilometri, non sarà di sicuro l'ultima. La corsa mi ha permesso di confrontarmi con i miei limiti, con la scoperta di me stesso, perché la corsa oltre ad essere un cammino in un ambiente esterno è anche un cammino interiore, e così affronterò le prossime avventure».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
