Il Tirreno

«Mi girava la testa, ero stanca, ma che bella vittoria»

«Mi girava la testa, ero stanca, ma che bella vittoria»

Parla Agata Zuccarelli, neo tricolore di beach volley «Il mio obiettivo? La qualificazione a Tokyo 2020»

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CARRARA. La 22enne carrarese Agata Zuccarelli, giocatrice della nazionale di beach volley, come abbiamo scritto pochi giorni fa è campionessa italiana di questa disciplina. L’atleta apuana ha vinto l’ambito titolo domenica scorsa, insieme alla compagna Laura Giombini, alle finali femminili del campionato italiano di beach volley, giocate a Catania, davanti ad un pubblico di mille persone, superando la coppia formata da Anna Piccoli e Claudia Scampoli per 2-0 (21-17, 21-17). Questo trionfo va ad aggiungersi ai tanti conquistati da Agata nella sua carriera: infatti, è stata già vicecampionessa italiana nel 2015 e vincitrice della Coppa Italia nello stesso anno, campionessa italiana di beach volley indoor nel 2016, quinta al Word tour 1 in Marocco e al torneo Weza a Barcellona. La recente vittoria, però, assume un valore straordinario, perché arriva dopo il serio infortunio riportato da Agata al crociato del ginocchio sinistro il 7 giugno 2016, durante un torneo disputato a Baden, in Austria, che la aveva costretta a restare ferma per un anno. Abbiamo incontrato Agata, rientrata da poco in città, dove si sta godendo qualche giorno di meritato riposo, al circolo Tennis Iunior di Marina di Carrara.

Insieme a lei ci sono la zia Alessandra Zuccarelli, apprezzata cardiologa ed un caro amico di famiglia, il professor Marco Biagini, del direttivo dei Veterani sportivi di Carrara e già professore di educazione fisica al Liceo classico “Repetti”. «Conoscendo l’impegno e la determinazione che la contraddistinguono -ha detto l’ex insegnante- ero sicuro che Agata si sarebbe ripresa perfettamente ed in tempi record. La conquista dello scudetto non fa che confermare il suo talento».

«Dopo l’infortunio -ha raccontato la neocampionessa- la Federazione italiana beach volley mi ha offerto la possibilità di essere operata dal professor Pier Paolo Mariani nella clinica romana di Villa Stuart, tra le più importanti in Europa. Poi ho iniziato il percorso di riabilitazione, al termine del quale sono tornata in campo. Oltre alla Federazione, desidero ringraziare la mia preparatrice Barbara Biagi di Siena, che mi aveva già allenato quando giocavo in B1 a Figline Valdarno ed ha continuato a seguirmi anche durante il recupero dall’infortunio». Quest’anno Agata è stata sponsorizzata dalla ditta carrarese Danesi Cargo. Quando torna in città, poi, l’atleta si allena alla palestra “Hangar Fitness” dei fratelli Bedini, a Nazzano. «Sono contenta di questa vittoria -ha detto la giovane- soprattutto per il fatto che essa sia associata a Carrara. Le nostre partite sono trasmesse in tv su Sky e questo garantisce sicuramente una buona visibilità alla città». Prossimi impegni? «Per adesso -risponde- vorrei riposare ancora qualche giorno. La finale del campionato è stata molto impegnativa, anche per il fatto che abbiamo disputato le semifinali la mattina di quello stesso giorno. La prima cosa che ho pensato dopo la vittoria è stata: sono sopravvissuta. Mi girava la testa e sentivo dolore ai legamenti. Vincere il titolo, però, è stata una soddisfazione immensa, che mi ripaga di tutti i sacrifici. A fine settembre giocherò in un torneo europeo in Romania. E ad ottobre riprenderò la preparazione in nazionale. Il mio prossimo obiettivo è quello di ottenere la qualifica olimpica per Tokio 2020».

David Chiappuella

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