Il Tirreno

e lui ringrazia. LA TITOLARE: ERA FISSO CON IL PALLONE 

L’omaggio del Principe a Bernardeschi

L’omaggio del Principe a Bernardeschi

CARRARA. «Il pallone era praticamente una sua appendice: ci scendeva dalla macchina, ci usciva dalla cabina e ci stava in spiaggia per tutto il giorno». E' questo il ricordo estivo del Federico...

2 MINUTI DI LETTURA





CARRARA. «Il pallone era praticamente una sua appendice: ci scendeva dalla macchina, ci usciva dalla cabina e ci stava in spiaggia per tutto il giorno». E' questo il ricordo estivo del Federico Bernardeschi bambino che arriva da Tiziana Nicodemi del Bagno Principe di Marina di Carrara, stabilimento balneare che ha visto il neo acquisto juventino crescere. «Non solo lui – precisa prontamente Tiziana Nicodemi – ma anche sua sorella Gaia e i suoi genitori, Alberto e Paola: qui fin da ragazzini alla loro storica cabina». Se lo ricordano bene i clienti dello stabilimento che tutti i giorni, d'estate, vedevano quel bambino arrivare al mare e non separarsi mai dal pallone, dall'arrivo fino al momento di andarsene. Il giorno seguente, poi, la storia si ripeteva: lui e il suo pallone in giro per il bagno. E così, nei giorni scorsi, proprio dalla terrazza del “suo” Bagno Principe ecco arrivare la coreografia a tinte bianconere dedicata al nuovo numero 33. Un omaggio, attraverso i canali social, in stile stadio con tanto di bandiera bianconera ben distesa, maglia 33 in vista al centro e tanti in costume da bagno a salutare il centrocampista carrarese passato dalla Fiorentina alla Juventus di capitan Gianluigi Buffon, altro carrarese. Una dimostrazione d'affetto arrivata dal litorale di Marina di Carrara che non ha lasciato indifferente il talento apuano della Juventus (e della Nazionale) che ha prontamente risposto e ricambiato con un ringraziamento a «tutto il Bagno Principe per il bellissimo, emozionante e simpatico gesto», come recita il cartellone esposto ora all'interno dello stabilimento. «E' nato qui – ci racconta la titolare del Bagno – era sempre con il pallone. Spaccava le porte, scendeva dalla macchina già con il pallone. Gli abbiamo fatto anche un campo da calcetto. Poi una volta cresciuto tornava qui appena aveva tempo». E sì, perché con il passare del tempo quel rapporto con il pallone è maturato portandolo dall'Atletico Carrara, giovanissimo, alla società satellite dell'Empoli; poi alle giovanili viola fino all'esordio in prima squadra della Fiorentina, passando per la parentesi a Crotone. Poi ovviamente sono arrivate le convocazioni nell'Under 21 e nella Nazionale maggiore, il numero 10 alla Fiorentina e, oggi, la Juventus campione d'Italia di Gianluigi Buffon. «È proprio vero – riflette ancora Tiziana Nicodemi – che campioni si nasce. Secondo me poteva sfondare in qualsiasi sport: anche nel nuoto. Un giorno, era bambino, venne con me a nuoto alle boe. Ma il pallone era una sua appendice».

Luca Barbieri

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa