Il Tirreno

«La nostra Massese è gestita male»

«La nostra Massese è gestita male»

Lettera dei tifosi bianconeri esprime il malcontento per il mancato ripescaggio

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MASSA . «Esprimiamo il nostro malcontento sulla gestione della nostra amata Massese». Un gruppo di tifosi bianconeri, Davide Quieti, Paolo Casani e Posennato Jeannot, critica l’operato societario della prima squadra cittadina nonché l’amministrazione comunale, attraverso una lettera aperta dove i supporter zebrati non le mandano a dire. «Come ormai da molti anni a questa parte – si legge nella lettera –, anche dopo la fine dello scorso campionato si è ripetuto il solito copione: il presidente che molla, non molla, porta le chiavi al sindaco, forse vende, non vende, resta. E i soliti discorsi: “Gli imprenditori locali non mi aiutano”, “il Comune non ha fatto i lavori allo stadio”. Per quanto riguarda il fatto che gli imprenditori locali non siano molto attaccati alla Massese è un dato di fatto, però bisogna anche dire che nel corso degli anni diverse persone si sono avvicinate alla società ma dopo non molto tempo se ne sono andate. Sempre colpa loro? Anche i politici in generale (e questo sindaco non fa eccezione) non si sono mai particolarmente interessati alle vicende della squadra, ma a questo presidente (quello vero, quello con la maggioranza delle quote, non quello messo lì da poche settimane) ci sembra che sia stato dato ascolto, visto che ogni crisi estiva si conclude dopo un incontro in Municipio».

E non mancano riferimenti precisi alla situazione dello stadio degli Oliveti, tanto che Quieti, Casani e Jeannot chiedono trasparenza. «Al sindaco – si legge ancora nella missiva –, considerato che è il proprietario dello stadio, vorremmo chiedere un atto di grande trasparenza: comunichi alla città quali sono stati i lavori fatti negli ultimi 10 anni, con relativi costi, e cosa manca per renderlo completamente agibile, con una stima dei costi ancora da sostenere. Immaginiamo che la risposta non arriverà mai». Un malcontento a 360 gradi che riguarda anche la mancata domanda di ripescaggio in serie C, dopo che la squadra ha vinto i play off della scorsa stagione, l’assenza di una politica societaria che riporti un maggior numero di tifosi allo stadio nonché e la non valorizzazione dei ragazzi del settore giovanile. «In noi e in molte altre persone da sempre vicine alla Massese – proseguono i tifosi – è grande il rammarico per la mancata iscrizione al prossimo campionato di serie C, a questo punto ci domandiamo che senso potrà avere la prossima stagione. Il budget è stato ridotto e la squadra è stata costruita al risparmio, con quali obiettivi? Se la Massese deve tirare a campare e l'unico scopo è giocare la domenica, fare la serie D o l'Eccellenza è la stessa cosa, tra giocare col Seravezza (con tutto il rispetto) o con La Portuale non vediamo differenza. Il tanto sbandierato settore giovanile quale fiore all'occhiello, cosa ha prodotto in questi anni? Pur disputando campionati che ci obbligano a schierare giovani, ogni anno non ne riusciamo a lanciare in prima squadra neppure uno e andiamo a prenderli in giro per l'Italia, con risultati che sono sotto gli occhi di tutti. Allora, se proprio dobbiamo fare campionati anonimi, facciamo giocare i nostri ragazzi, almeno sul piano dell'impegno non ci sarebbero dubbi e, magari, chissà che non ne possa emergere qualcuno. E allo stadio si vedrebbe anche qualche spettatore in più. Ma questo, probabilmente, è un aspetto che non interessa; citiamo due episodi, campionato 2015-16 penultima gara casalinga, importantissima per la salvezza, contro il Ponsacco invece di favorire un maggior numero di tifosi, venne indetta la giornata bianconera! Lo scorso campionato, nel giorno in cui si giocava contro il Gavorrano, match clou per la promozione, anziché invitare tutti i ragazzi del settore giovanile ad assistere all'incontro, si disputavano le finali di un torneo organizzato proprio dalla Massese. E, ancora, quanti anni sono che non viene fatta la presentazione della squadra ?».

La dura lettera di Quieti, Casani e Jeannot, si conclude con un auspicio. ""Chiudiamo ricordando una promessa fatta dal presidente (sempre quello effettivo) che – si legge – diceva a tutti che nell'anno del centenario la Massese sarebbe stata in serie C; il prossimo campionato (2017/18) sarebbe da vincere per rispettare la parola data».

Alessandro Tabarrani

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