Il Tirreno

Volata da “canguri” al Gp del Marmo

di Fabrizio Palagi
Volata da “canguri” al Gp del Marmo

MARINA DI CARRARA. La 30.a edizione del Gran premio Industrie del marmo si tinge di gialloverde, ossia i colori della nazionale australiana che piazza i suoi atleti nelle prime due posizioni della...

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MARINA DI CARRARA. La 30.a edizione del Gran premio Industrie del marmo si tinge di gialloverde, ossia i colori della nazionale australiana che piazza i suoi atleti nelle prime due posizioni della corsa ciclistica internazionale Under 23 organizzata dalla Sc Fausto Coppi.
Un finale di gara entusiasmante e assai inedito, ha fatto da ciliegina sulla torta: due corridori con la stessa maglia che tagliano assieme il traguardo, pedalando in scioltezza dato che il resto del gruppo è distaccatissimo, il tutto tra le ali di folla disseminata sull’arrivo. Davvero tanta la gente che ha fatto da corollario a un avvenimento sportivo che ha coinvolto tutto il comprensorio, di fatto dal mare alle cave di marmo, le cui cime erano suggestivamente avvolte dalle nuvole. Una situazione climatica dissimile ha infatti svolto un gradito sfondo coreografico alla tenzone sportiva alla quale hanno partecipato ben 176 corridori facenti parte di addirittura 33 formazioni provenienti da ogni parte del mondo. Ed è stato proprio un team arrivato dall'altro versante dell'emisfero a trionfare sul traguardo in viale Colombo, anche sede di partenza dei 174.7 chilometri del percorso.
I "canguri" Michael Storer e Lucas Hamilton hanno dato un rilevante tocco geo-cromatico a una gara che ha da sempre il sapore e la sostanza dell'internazionalità, nata quasi per caso tre decenni fa a opera di un gruppo di sportivi che davvero non immaginavano una trasformazione così positivamente virulenta della loro creatura.
Giorgio Borghini, patron del Gp dedicato al marmo, coadiuvato da un nutrito numero di collaboratori che si sono avvicendati negli anni nei ranghi del club biancoceleste che reca il nome del Campionissimo, assieme a essi ha ancora una volta regalato alla città un avvenimento che riporta un po' al fascino del ciclismo epico, praticato su strette strade di montagna e, in contrapposizione, lungo viali immensi e alberati.
Il tutto, in questo caso, con un ingrediente in più, vale a dire gli spettacolari e ripetuti passaggi in luoghi mirabolanti e coinvolgenti, come l'attraversamento di lunghe e dritte gallerie scavate nella roccia delle Apuane e, non ultimo il transito dai Ponti di Vara, spesso finiti negli obiettivi delle macchine da presa per film e documentari. Per quattro volte il colorato serpentone dei corridori si è inerpicato sulle vie del marmo, a caccia dei punti utili per vincere il Gran premio della montagna, aggiudicato al neozelandese Ryan Christensen, puntando infine, come se non bastasse, verso Bedizzano per l'ultima ascesa prima dello scoppiettante rush verso il traguardo di Marina.

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