Il Tirreno

Highlander «Picci»: sfatato l’ultimo tabù con il titolo a Novara 

di Alfredo Faetti
Highlander «Picci»: sfatato l’ultimo tabù con il titolo a Novara 

La massese protagonista nel primo scudetto dei piemontesi «Ho mantenuto la promessa: volevo vincere un’altra sfida»

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MASSA. «Io al coach, Marco Fenoglio, l’ho detto subito quando mi ha telefonato: io vengo ma voglio vincere lo scudetto. E alla fine ho mantenuto la parola». La voce ha ancora quello stordimento di chi ha passato la notte a festeggiare e che adesso non vuol sapere altro se non di qualche giorno di riposo. Ma è presto per rilassarsi, quando hai ancora cariche di adrenalina nelle vene. «Sono felicissima, volevo un’altra sfida e ce l’ho fatta» dice Francesca Piccinini, 38 anni compiuti a gennaio, divenuta di diritto una leggenda della pallavolo italiana. Non solo perché a dispetto dell’età ha vinto il suo quinto scudetto in carriera (che va ad aggiungersi ad un palmarès da vera campionessa), ma soprattutto perché l’ha vinto con la Igor Novara, il primo della sua storia, una squadra sfortunata che negli ultimi quindici anni ha sfiorato il titolo più volte, cadendo sul più bello. «Non avevano mai vinto perché non c’ero io - scherza Piccinini - Me l’hanno detto anche i tifosi: “aspettavamo te per vincere, hai vinto tante volte contro il Novara che era giusto che restituissi qualcosa”».
Nello sport una delle imprese più difficili è quello di sfatare un tabù. La ragazza massese, che ha dato il primi “schiaffi” ad un pallone tra le file dalla Carrarese, ci è riuscita. «Mi sono detta: voglio provarci - racconta - Quando mi ha chiamato Fenoglio, con cui avevo già giocato (e vinto ndr) a Bergamo, ero convinta che ci saremo riusciti. Ne ero convinta dalla presentazione l’estate scorsa. È servito duro lavoro e sacrificio, ma alla fine ci siamo riuscite».
Il sogno si è avverato giovedì sera, dopo la vittoria sul Modena. Un traguardo sudato ma mai abbandonato dal Novara, che nella sua storia ha perso ben cinque finali scudetto. Per la «Picci», un’altra sfida accettata e vinta, a dispetto dei tabù e dell’età. Ma adesso è sazia di sfide?
«Non so ancora cosa farò nel prossimo futuro - ammette - Negli ultimi mesi ci sono state diverse voci, ma avevo testa e cuore in quello che stavo facendo e non mi sono fatta distrarre. Adesso voglio riposarmi, staccare la spina per qualche giorno: poi da lunedì inizierò a capire cosa voglio fare. Ancora però non ne ho idea».
Nessuna anticipazione dalla campionessa insomma. È troppo presto, come dicevamo. Finché scorre l’adrenalina nelle vene per l’ennesima sfida vinta con se stessa, non c’è tempo per guardare oltre. Sulla pelle c’è ancora la sensazione gelida del metallo della coppa.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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