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CARRARA. Un rigore (dubbio) concesso, un altro (evidentissimo) negato, una occasione d'oro per la Carrarese a tempo regolamentare scaduto da due minuti: questi gli episodi determinanti della...
CARRARA. Un rigore (dubbio) concesso, un altro (evidentissimo) negato, una occasione d'oro per la Carrarese a tempo regolamentare scaduto da due minuti: questi gli episodi determinanti della immeritata sconfitta patita dalla Carrarese sul campo del pur quotato Piacenza, reduce da ben cinque vittorie consecutive e quindi squadra da prendere con le molle.
Dato il giusto dovuto agli emiliani, di contro deve essere rimarcata la prestazione di Floriano & C. che, nell'economia di gioco mostrata in due assai diverse frazioni di gara, hanno vinto ai punti, ma costretti a far da spettatori alla gioia finale dei biancorossi di casa, esultanti per aver scampato il pericolo di pareggiare o addirittura soccombere.
I "fattacci" recano i seguenti orari di gioco: 46' del primo tempo (inteso come primo minuto di recupero) e 86'. In un periodo della partita in cui brillavano di più i colori gialloazzurri, i biancorossi locali hanno avuto un regalone da parte di un arbitro apparso indeciso o quantomeno distratto, perdipiù mostratosi insicuro specialmente nello scorcio finale del match, ossia quando ha distribuito cartellini gialli a iosa. Il dono consiste nel penalty causato da un contatto in area tra Rampi e Saber che ha sorpreso in egual misura ospiti e padroni di casa.
Da dire che, per tutto il primo tempo, la Carrarese aveva preso le misure al Piacenza, costringendolo alle corde con i vari Miracoli, Floriano e Finocchio, trazione anteriore di un complesso ben messo in campo da mister Firicano. La trasformazione dagli undici metri a firma del francese Taugourdeau è stata come una mazzata per Lagomarsimi e compagni che già pregustavano il tè' caldo negli spogliatoi, consapevoli di aver compiuto mezza parte dell'impresa. Così l'obiettivo della Carrarese è radicalmente cambiato.
Da dire che, nella ripresa, il Piacenza ha saputo addormentare ancor più il gioco, dando prova ai suoi peraltro non numerosissimi spettatori di non volersi dannare l'anima e quindi incamerare il massimo con il minimo sforzo. E si arriva all'altro contestato episodio: a 4' dalla fine del tempo ufficiale di gioco (saranno poi altrettanti minuti a essere concessi per il recupero), sugli sviluppi di una prolungata azione della Carrarese, la palla spiove in area all'altezza del dischetto dove Rolfini entra in contatto con un difensore del Piacenza: l'attaccante gialloazzurro frana a terra ma l'arbitro, distante pochi metri, fa cenno di proseguire.
A fine gara, mister Firicano si è lanciato in campo non per protestare, ma per allontanare alcuni dei suoi giocatori intenti a discutere con l'imperturbabile arbitro. Giustamente per evitare guai peggiori, anche in prospettiva delle restanti partite di campionato.
Resta la convinzione che la Carrarese del nuovo corso, dopo l'esordio amaro in trasferta col Renate e la goleda salutare con la Racing Roma, abbia intrapreso la strada giusta per agganciare un posto al di sopra della zona playout.
La cronaca. Al 3' Miracoli colpisce bene di testa su traversone dalla destra ma non inquadra il bersaglio; mentre Floriano si impegna in inserimenti negli spazi vuoti lasciati dal Piacenza, Galloppa tenta il rifornimento alle punte. Si vede il Piacenza (19') con Taugourdeau per Romero che però non aggancia una palla invitante. Lagomarsini (43') para una insidiosa palla calciata da Romero, poco prima del contestato rigore. Ripresa. Il Piacenza fa ancora meno di quanto mostrato nel primo tempo, ma la Carrarese non riesce a raddrizzare il match. Poi il rigore negato, la pericolosa uscita a vuoto di Lagomarsini (91') e l'occasione capitata un minuto dopo a Cristini che poteva portare al pareggio.
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