Sicurezza
Storie di atlete donne al Panathlon
Il giornalista Ormezzano ha raccontato le imprese di alcune olimpioniche
ORTONOVO. Sport e teatro proposti dal Panathlon Club di Carrara e Massa in occasione della Festa della Donna. Nelle sale e sul palcoscenico dello Spazio Made a Dogana di Ortonovo, la serata condotta magistralmente dal presidente Silvio Manfredi e del vice governatore Paolo Dazzi, alla quale, oltre a soci e invitati del Panathlon apuano, sono stati rappresentati anche i club di Viareggio e di Pontremoli.
Ospite d'onore, il decano del giornalismo sportivo, Gianpoalo Ormezzano, autore della rappresentazione teatrale (nell'occasione riservata ai soci) e rivisitazione satirica delle vicende di sette donne olimpiche fra le quali anche l'italiana Sara Simeoni, vincitrice dell'oro nel salto in alto. alle Olimpiadi di Mosca. Le bravissime attrici Manuela Massarenti, Marlene Pietropaoli e Chiara Pautasso hanno interpretato "Campionissimissime" sotto la regìa di Luca Busnengo, opera interamente dedicata alle donne che hanno lottato nello sport, a cui, per anni, sono state tenute lontane. Le attrici hanno messo in scena le sofferenze e la determinazione di altre donne. La prima protagonista della pièce è Callipatera, la mamma ateniese che nelle Olimpiadi del 776 a.C. decise di travestirsi da uomo e fingersi allenatore per assistere al trionfo del figlio nella corsa.
Poi l'alone di mistero che aleggia tutt'ora sulla figura di Stella Walsh, campionessa olimpica dei 100 piani a Los Angeles nel 1932. Polacca naturalizzata statunitense (il vero cognome era Walasiewicz), venne accusata di essere in realtà un uomo. Della stessa epoca era Josephine McKim, campionessa di nuoto, diventata famosa soprattutto per essere stata la controfigura di Maureen O'Sullivan - interprete di Jane nel film Tarzan e la compagna del 1934.
Campionissimissime racconta anche la storia della norvegese Sonja Henie, bambina prodigio del pattinaggio su ghiaccio, vincitrice di tre ori olimpici e dieci titoli mondiali negli anni Venti e Trenta. Al termine dell'attività sportiva, divenne attrice a Hollywood. Del razzismo fu paradossalmente vittima, nonostante la pelle bianca, Karen Muir, la più giovane atleta ad aver battuto un primato mondiale. Ne aveva dodici quando stabilì il primo di una lunga serie di record nel nuoto.
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