Il Tirreno

la gioia di mister danesi: e ora sotto con il padova

«Si vedono i frutti del nostro lavoro»

Il tecnico: all’inizio eravamo un po’ intimoriti, poi siamo cresciuti

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LIVORNO. Il volo agli ottavi di finale, la terza vittoria di fila e la quinta partita consecutiva senza subire gol.

Tutto con una squadra giovanissima, tra baby e seconde linee in campo al Picchi. Sì, è un momento d’oro per la Carrarese. E Andrea Danesi non può far altro che elogiare i suoi ragazzi. «Ci siamo ripresi dopo un inizio di stagione negativo – spiega il tecnico gialloblù – e adesso si stanno vedendo i frutti del nostro lavoro. Con tanti ragazzini in campo abbiamo tenuto testa a una squadra fortissima, che ha schierato tanti giocatori della formazione ideale, anche se non ancora al top della condizione fisica. Ci sono state occasioni da entrambe le parti, ma credo che questo successo sia meritato, considerando anche e soprattutto la nostra età media».

Già, un ’98 (Amico), due ’97 (Pellizzari e Calì), quattro ’96 (Contini, Migliavacca, Bastoni e Rolfini)… «È stata una partita bella, avvincente - aggiunge Danesi - inizialmente eravamo un po’ intimoriti, ma poi con il passare dei minuti ci siamo sciolti e abbiamo gestito bene il match. Sì, sono veramente contento e soddisfatto. E voglio fare i complimenti a tutti, soprattutto a chi ha avuto poco spazio fin qui e oggi (ieri per chi legge, ndr) ha dato risposte molto importanti».

La Coppa Italia di Lega Pro, appuntamento visto spesso come un fastidio durante la stagione, diventa così l’ennesima soddisfazione di questo periodo gialloblù. E mercoledì 23 (ancora da stabilire se in casa o in trasferta) ci sarà la sfida con il Padova, che martedì ha superato a sorpresa il Bassano, per continuare questa splendida avventura.

«Per noi è un grande onore – chiude Danesi dopo l'impresa – altro che noia, altro che fastidio… Abbiamo giocato contro una squadra di grandissima tradizione come il Livorno e in uno stadio storico come l'Armando Picchi, un anfiteatro del nostro calcio. E le emozioni non sono mancate. Ecco perché vogliamo andare ancora avanti».

Gianni Tacchi

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