Sicurezza
Nessuno vuole la Massese Turba: «La società è sana»
Il patron uscente è pronto a fare da sponsor a un gruppo di imprenditori locali Ma sotto qualcosa si muove: Lazzini vicino all’ingaggio e torna Radicchi
MASSA. «La Massese non la vuole nessuno. Non mi ha cercato nessuno a livello locale». Così il presidente bianconero uscente, Giorgio Turba ha dato vita al suo sfogo nel giorno in cui sembrava che qualcosa di concreto potesse accadere circa il passaggio societario dello storico sodalizio apuano. Invece, almeno apparentemente, nulla si è mosso e il rischio concreto di non vedere iscritta la squadra al prossimo campionato di serie D avanza sempre più. Non c'è motivo di dubitare delle parole di Turba che lasciano poco spazio alle interpretazioni. «Lascio una società sana, praticamente la regalo e sono disposto a dare un importante contributo con una sponsorizzazione - ha proseguito Turba - però nessun imprenditore massese si è presentato o ha manifestato interesse verso la Massese. Ripeto, non esiste credo altra situazione migliore di questa per entrare in una società di calcio, la Massese non ha un centesimo di debito, ha un suo settore giovanile e diversi giocatori di proprietà e nonostante questo da parte dell'imprenditoria locale c'è la massima indifferenza. Troppo facile criticare dall'esterno, poi quando esiste la possibilità di subentrare nelle migliori condizioni nessuno si fa avanti. Non so più cosa fare oltreché lasciare nelle migliori condizioni possibili». Il patron ribadisce il concetto: «Qualche massese deve iscrivere la società al campionato ed io gli faccio da grosso sponsor, punto».
Dopo tante voci circolate nei giorni scorsi tutto resta fermo al punto di partenza ma si rafforza la sensazione che la società bianconera, malgrado le ripetute dichiarazioni di dismissioni del presidente, ripartirà con Turba al timone. Che poi sia lui direttamente a guidare oppure faccia da navigatore, non cambia la sostanza. Magari bisognerà aspettare le prossime ore per sapere se la cordata pisana darà seguito all'iniziativa dei giorni scorsi. Ormai è risaputo che in questi periodi si scatenano gruppi alla ricerca di pubblicità gratuita. Ma in alcuni casi dietro potrebbero esserci trattative e intenzioni serie. Intanto per quanto accaduto in settimana alcune considerazioni si possono fare: il presidente ha cercato di tenere la Massese in mani sicure, locali, non vuol più sapere di non toscani (Righi e Ferrara insegnano). Le voci parlano di riprendere con Andrea Radicchi al timone. E' stato contattato anche Andrea Antonioli (sarebbe una bella cosa)viste le sue qualità gestionali anche dai tempi del primo miracolo bianconero culminato con la doppia promozione dalla D alla C1 ma Antonioli è presidente della Figc apuana e diventerebbe incompatibile con la carica propostagli. Un parere sarebbe stato già chiesto anche alla federazione regionale. Dunque una settimana che potrebbe far ripartire subito la società da mister Giacomo Lazzini e lui sarebbe già pronto . E a cascata si comincerebbe a parlare di giocatori ma soprattutto sarebbe importante fissare ruoli cardine. Un ds in grado di fare mercato (ad esempio c'è libero Bruno Russo) ed organizzazione tecnica (Radicchi farebbe il dg) per la sala dei bottoni, alla segreteria personale specializzato (ci risulta che Umberto Balloni stia facendo un corso a Coverciano ma ci sarebbe pronto anche un altro già collaudato) in grado di conoscere a memoria leggi e regolamenti. Ecco con queste posizioni assegnate si potrebbe programmare un futuro con serenità . Bisogna lavorare sulle plus valenze, che garantirebbero la sopravvivenza in una categoria consona in tempi di magre.
Vada come vada, il prossimo dovrebbe presentarsi come un anno di assestamento, ma prima ancora di pensare alla Massese 2016/2017 è il caso di aspettare gli ultimi sviluppi sul fronte societario. La frase che circola con maggiore insistenza è che ""di carne al fuoco ce n'è parecchia""; speriamo che dalle parole si passi ai fatti velocemente. Sono dunque rimaste un fuoco di paglia le tre cordate provenienti da Roma, Pisa e Firenze.
Aldo Antola
Alessandro Tabarrani
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