Il dolore
Massese, ormai siamo alla stretta finale
Ore febbrili per trovare una soluzione adeguata per il dopo Turba. Si fanno avanti gli imprenditori apuani
MASSA. Si stringono i tempi attorno alla Massese. Sono ore febbrili in casa bianconera per cercare di trovare una soluzione alla crisi societaria innestata dall'annuncio dell'abbandono del presidente Giorgio Turba che resta fermo sulle sue posizioni. In particolare, si sono svolti ieri e proseguiranno anche oggi, una serie di incontri per arrivare ad una soluzione interna che coinvolga dunque l'imprenditoria massese, riuscendo così a soddisfare sia i desiderata della piazza - che continua a caldeggiare il passaggio ad imprenditori locali - sia la volontà di Turba che, a sua volta, vorrebbe cedere il passo a persone del luogo in grado di garantire un futuro sereno al sodalizio bianconero. Al momento non è ancora dato sapere chi, effettivamente, sia coinvolto in queste grandi manovre che rinnovino i quadri societari ma già nella giornata di oggi i contorni della vicenda potrebbero assumere contorni ben più chiari se non chiarissimi.
Quello che è certo è che è stata data un'accelerata dinanzi al rischio di perdere troppo tempo e non riuscire poi a muoversi con la dovuta tempistica per iscrivere la squadra al prossimo campionato di serie D. I telefoni degli sherpa della trattativa sono roventi e l'annuncio del passaggio societario è atteso da un giorno all'altro. In un quadro del genere, l'uscita dalla Massese di Giorgio Turba non sarebbe totale nel senso che, dinanzi all'ingresso di una cordata di imprenditori locali, il presidente uscente sarebbe disposto a sostenere la nuova società con una sponsorizzazione esterna; un elle,enti non indifferente per affrontare i prossimi due anni almeno e arrivare poi al centenario con le giuste ambizioni.
Vada come vada, il prossimo dovrebbe presentarsi come un anno di assestamento, ma prima ancora di pensare alla Massese 2016/2017 è il caso di aspettare gli ultimi sviluppi sul fronte societario. La frase che circola con maggiore insistenza è che «di carne al fuoco ce n'è parecchia»; speriamo che dalle parole si passi ai fatti velocemente. Sono dunque rimaste un fuoco di paglia le tre cordate provenienti rispettivamente da Roma, Pisa e Firenze che si erano avvicinate a Turba nei giorni scorsi senza minimamente convincere l'imprenditore del settore lapideo ad aprire concretamente una trattativa per la cessione della Massese. Sino a qualche giorno fa invece si registrava ancora uno scarso interesse da parte dell'imprenditoria locale nei confronti del sodalizio zebrato nonostante Turba lasci una società sanissima con la possibilità di concentrare immediatamente l'attenzione verso la formazione della squadra che, peraltro, avrebbe già in alcuni giocatori dei punti di riferimento da cui partire.
Alessandro Tabarrani
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