Sicurezza
Nasce il calcio popolare Lo Spartak Apuane c’è
Da ottobre un nuovo sodalizio calcherà i campi della Terza categoria nostrana Si autofinanzieranno con un tesseramento massiccio: servono 11mila euro
MASSA. Da ottobre ci sarà una nuova squadra che calcherà i campi da calcio apuani. È la Spartak Apuane, una squadra di Terza categoria di calcio popolare, la prima in provincia, pensata e gestita da un gruppo di giovani con il pallino della politica e del calcio. Quello vero. Perché il calcio è popolare di natura, ma la sua identità l'ha perduta tutta: scandali, business, scommesse, tifoserie messe al bando perché troppo chiassose e, in fondo, anche poco remunerative. E allora è per strappare questo sport dalla dittatura del denaro che sono nate un po' ovunque, in Italia come all'estero, le "squadre dal basso".
Perché pesa emozionarsi con un dribbling di Messi o con uno stacco di Ronaldo, sapendo cosa succede dietro le quinte. Pesa sapere che quell'affascinante «balletto delle masse» (come chiamava il compositore Dmitri Shostakovich il calcio) che prende vita nei campi, negli spogliatoi si trasforma poi in un'orgia di maschilismo e razzismo. Autorganizzazione, autofinanziamento, partecipazione, lotta al razzismo e al sessismo, riconquista del campo da parte della tifoseria, goliardica e rumorosa come solo lei sa essere: questi, in linea generale, i principi che guidano invece il calcio popolare. Una prima sostanziale caratteristica che distingue la Spartak Apuane dalle altre squadre di calcio locali è infatti la forma di finanziamento. Che poi è il vero nodo dello sport. Partecipare ai campionati ha infatti un costo. Per quanto riguarda la Terza categoria si aggira intorno agli undicimila euro all'anno, tra iscrizione (tremila), affitto del campo, divise e spese varie.
La nuova squadra però si autofinanzierà: non più sponsor, ma una sorta di azionariato popolare. Sono state realizzate tessere, dal costo di 20 euro all'anno, con cui, da una parte, chi vuole, può contribuire alla partenza della stagione, dall'altra si ha diritto a due entrate gratuite alle partite di campionato dello Spartak e la partecipazione alle due assemblee plenarie di gestione annuali. La pratica dell'azionariato popolare fu adottata per la prima volta da alcuni tifosi del Manchester United che non sopportavano l'acquisizione della società da parte del facoltoso statunitense Malcom Glazer e i successivi aumenti di costo di biglietti e degli abbonamenti. Si distaccarono dal club e fondarono una squadra che si doveva opporre agli interessi del calcio moderno. E così riuscirono a essere ammessi al del campionato di calcio delle contee del nord-ovest di seconda divisione.
La strategia del tesseramento è, per lo Spartak, un modo anche per sentirsi parte di un qualcosa: una squadra, un progetto, una visione comune dello sport e del mondo. Le decisioni si prendono in assemblee in cui la parola del presidente ha lo stesso valore di quella di un tifoso. E le riunioni in provincia si terranno in tre punti di ritrovo sparsi nei tre comuni di costa (Massa, Carrara, Montignoso). Lo Spartak si finanzierà anche con gli eventi. Il primo si terrà il 26 giugno al parco della Comasca: verrà presentato il progetto insieme a altre squadre di calcio popolari italiane e in fondo ci sarà una partita. Ma un altro tratto distintivo del calcio popolare è la tifoseria, sempre meno tollerata nei grandi stadi. I tifosi si riapproprieranno della curva come momento di aggregazione, con cori, tamburi, colori. Perché non c'è calcio, senza condivisione.
Melania Carnevali
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